Ukulele: umidificare o non umidificare?

Aloha Forum Hospital Ukulele: umidificare o non umidificare?

  • Il topic è vuoto.
Stai visualizzando 10 post - dal 1 a 10 (di 10 totali)
  • Autore
    Post
  • #14745
    miukenlita
    Membro

    Ciao ragazzi,
    non so se è il caso di aprire il topic qua in “hospital” o metterlo in “ukulele 360°”, ma, a parte questo, mi pare (correggetemi se sbaglio) che sul sito non ci siano topic relativi all’umidificazione del nostro amato ukino per tenerlo bene in salute.
    Qualche esperto in materia mi può illuminare sull’argomento? Inoltre, qualora non ci fosse già detta sezione, andrebbe a completare ulteriormente le info che veterani e non potrebbero trarre dal sito.
    Grazie big_smile1

    #29087
    Alice
    Membro

    Sinceramente per quel poco che so non ho mai sentito parlare di umidificazione… Il legno già di per sé è molto sensibile ai cambiamenti di umidità dell’aria, farne uno piuttosto pronunciato potrebbe addirittura pregiudicare la stagionatura!
    Poi ovviamente se è necessaria una pulitura superficiale, usare un panno in cotone leggermente inumidito non crea problemi…
    Che io sappia lo strumento dovrebbe trovarsi in luoghi con umidità favorevole anche agli esseri umani (ebbene sì), ovvero compresa tra un 55 e un 90% come limite massimo… ho invece sentito parlare di oleatura: va fatta periodicamente e in concomitanza col cambio di corde (che altrimenti si rovinano), usando prodotti reperibili nei negozi di musica e contenti principalmente oli d’agrumi.
    Aspetto i pareri di altri esperti (come il maestro Penna :) ) per ricredermi eventualmente sull’umidificazione!

    #29092

    il Penna aveva giá scritto che per lui gli strumenti vanno tenuti in custodia rigida dove è possibile verificare e mantenere l’umidificazione
    sicuramente qualche lume sarebbe utile per tutti!

    #29187
    francescov
    Membro

    Ciao ragazzi!
    Confermo! umidità ideale 50-60%
    consiglio vivamente di utilizzare una custodia rigida. Lo strumento deve mantenere l’odore del legno.
    L’ humidify pack è necessario se i nostri strumenti si trovano in posti o molto umidi o molto secchi. Io vivo a Roma, durante l’anno non ho problemi a riguardo. Anche perchè nella custodia rigida è più semplice mantenere quelle percentuali di umidità.

    Il problema mi si viene a creare nel periodo di costruzione dello strumento, quando i legni sono privi di protezione. Il mio metodo è questo:
    Igrometro a vista nel laboratorio,
    l’umidità sale sopra il 70%? accendo il deumidificatore
    scende sotto il 40%? (raro ma è capitato) prendo una vaschetta la riempio d’acqua e la percentuale sale.big_smile1

    La stagionatura del legno è altra cosa.
    Consideriamola l’umidità finale. E’ quella che s’intende ottenere a essicazione terminata. E’ un valore importantissimo al fine di evitare deformazioni del materiale.
    L’umidità interna del legno deve essere intorno all’ 8-12%
    Ma questo è solo un problema per chi li costruisce…

    #29185
    dduck
    Membro

    Grazie Francesco per le preziose informazioni.
    Sotto al pianoforte di mia sorella compariva una vaschetta d’acqua, nei giorni di secco, come citavi tu.

    Pur non avendo tantissima esperienza con l’ukulele, ne so qualcosa di violini (solo qualcosina però): anche lì vale la regola di tenere lo strumento nella custodia, lontano da fonti di calore (caloriferi in inverno, finestra da cui entra il sole d’estate) che altererebbero anche i valori di umidità (calorifero=aria secca). Alcuni liutai consigliano poi il dampit, una sorta di tubo di gomma da infilare dentro la cassa armonica dello strumento. Il tubo viene umidificato con normale acqua e funziona rilasciando a poco a poco l’umidità…ma conosco anche liutai che ne sconsigliano l’utilizzo perché crea una variazione notevole, drastica, delle condizioni dello strumento.
    Per il resto, che dire, con gli strumenti in legno solid ci si deve un po’ abituare all’idea che la resa sonora dipenda dal clima, in particolare dall’umidità. Più di un tot non si può farci molto. E così ti capita la giornata uggiosa di pioggia e nebbiolina in cui ti sembra di suonare in una cassa d’acqua e il suono viene attutito, viceversa i giorni di secco in cui il violino stride, è più reattivo di quanto vorresti e via dicendo…

    Scusate la lungaggine

    #29189
    francescov
    Membro

    Io sono tra quelli che ne sconsigliano l’utilizzo, a meno che non vivi in condizioni di umidità estreme.

    l legno è un materiale vivo e mutevole, reagisce rispetto alle condizioni dell’ambiente. Non c’è nulla da farebig_smile1

    #29241
    miukenlita
    Membro

    Grazie a tutti coloro ke hanno risposto red_heart
    Era solo per capire quanto è importante controllare l’umidità dell’ambiente e quanto è importante umidificare o meno.. Leggo in giro ke la gente s’è ritrovata con delle crepe sullo strumento xké non aveva mai umidificato.. e persone ke si sono trovate con l’uku scollato xké avevano umidificato troppo e il legno si era espanso.. Insomma… vorrei evitare di farmi venire un crepacuore x una roba del genere… bye

    #29244
    dduck
    Membro

    Solo un piccolo appunto: non farti venire il crepacuore!
    Purtroppo, come accennato sopra, si può fare qualcosa contro le variazioni di umidità, ma quelle ci saranno comunque!
    Il mio violino si è scollato tra fondo e fasce già tre o quattro volte, quando viene un inverno particolarmente secco…e il mio liutaio mi ha sempre detto che meglio che si scolli, piuttosto che si crepi (la scollatura la reincolli, la crepatura crea una cicatrice su un legno che doveva essere intero). E alla fine anche una crepa, per quanto ti pianga il cuore, a volte è inevitabile…
    Go with the flow…

    #29290
    lesterpolfus
    Membro

    Buongiorno, mi unisco al thread per dire umilmente la mia. Noi italiani siamo fortunati sotto questo aspetto e quindi forse un po’ lo trascuriamo. Io tengo in ogni custodia degli strumenti solid un piccolo igrometro e un umidificatore artigianale (basta una qualsiasi scatoletta con i buchi e un pezzo di spugna bagnata), confermo che anch’io cerco di stare nel range 50-60%. Questo mi aiuta a tenere stabile l’umidità anche quando, per esempio, lo strumento è in casa e devo portarlo fuori quando piove ed è inverno. Si crea una sorta di “microclima” all’interno della custodia che impedisce agli sbalzi di arrivare fino al legno del mio ukulele. Dalla mia esperienza confermo anch’io che se la custodia è rigida è più facile raggiungere l’obiettivo ma questo è possibile anche con custodie imbottite, solo che per la prima settimana tutta l’umidità la assorbirà la custodia finchè non raggiungerà il grado di umidità desiderato e si stabilizzerà con l’interno, o almeno questo è quello che ho verificato io. In più bisogna convivere con l’idea che il rischio di sviluppare muffe e funghi puzzolenti con la custodia imbottita sia molto più facile. Onestamente, però, non ho mai visto situazioni del genere.
    A favore della fazione degli umidificatori ( :P ) posso dire che la resa sonora dipende comunque dall’umidità dell’ambiente (e da un certo punto di vista trovo questa cosa anche bella e affascinante) tant’è che magari se si deve fare un concerto in condizioni estreme, soprattutto se si umidifica, forse è meglio lasciare lo strumento un paio d’ore fuori dalla custodia prima di iniziare a suonare per evitare durante la serata di avere continui problemi di accordatura, solo che la maggior parte dei nostri strumenti passa ben più della metà della vita all’interno della custodia (sono pochi quelli tra di noi che possono permettersi di avere lo strumento tra le mani tutti i giorni per più di dodici ore al giorno, credo, e per quel che mi riguarda quando non suono lo strumento torna sempre nella custodia) e mi sembra utile che stia in un ambiente favorevole durante quel tempo.
    Scusate la logorrea. :)

    #29318
    Anonimo
    Ospite

    Io consiglio sicuramente di tenere sempre (tranne quando suoniamo ;) ) gli strumenti in custodia, meglio se rigida. Nella custodia rigida si crea un microclima che mantiene abbastanza costante l’umidità.
    Uso in inverno ad intervalli più o meno lunghi mettere nelle custodie degli umidificatori perchè d’inverno, quando accendiamo i caloriferi nelle case l’umidità casca a livelli “critici”. Come usiamo mettere gli umidificatori sui caloriferi lo stesso lo faccio nelle custodie.
    Non bisogna esagerare, poca umidità non può far che bene allo struemnto.
    Gli igrometri a lancetta che si vendono in giro son spesso imprecisi (fate la prima mettetelo in una scatola chiusa abbastanza piccola e riempite lo spazio che avanza con degli stracci bagnati, mettetela vicina a una fonte di calore e chiudete il tutto. Dopo un paio di giorni provate ad aprire la scatole e guardate se l’igrometro segna il 100%. Se non è così, l’igrometro funziona male. Se è possibile tararlo, portatelo al 100€ appena aperta la scatola.
    io mi son creato i miei personali umidificatori:
    Tappo di un deodorante di circa 3/4 cm di diametro, dentro al tappo o la spugna da fiori secchi oppure una spugnetta.
    Caricamento: prendo la spugnetta la metto sotto l’acqua del rubinetto la imbevo e poi la strizzo bene.
    La metto nel tappo e poi nella buca facendo attenzione a non far toccare la spugna con il legno nudo.
    big_smile1

Stai visualizzando 10 post - dal 1 a 10 (di 10 totali)
  • Il forum ‘Hospital’ è chiuso a nuovi topic e risposte.
Informativa abbastanza ridicola che per legge va messa su ogni sito internet EU. Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.