Roda de Choro em Aveiro

Aloha Forum Piazza Italia Roda de Choro em Aveiro

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  • #14721
    Marvin
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    Premessa: nonostante il mio profilo dica Vicenza al momento mi trovo ad Aveiro, Portogallo, grazie al programma Erasmus. Il bello del Portogallo è che parla (più o meno) la stessa lingua del Brasile, ed è per questo che qui circa il 75% degli studenti stranieri è carioca. Quello che segue è il resoconto di una serata musicale in puro stile brasiliano. Spero apprezziate, scusate la lunghezza

    E’ sabato mattina, sto più o meno studiando, decido di prendermi una pausa e apro Facebook. Tra le varie, inutili notifiche c’è anche un invito; niente di strano me ne arrivano quasi tutti i giorni, di solito per gli eventi organizzati dall’associazione per gli studenti scambio.

    Questo però è diverso: è mandato da uno dei miei fratelli brasiliani; sembra si tratti di un concerto per quella stessa sera, ma la descrizione è un po’ vaga.
    Prendo il telefono e chiamo il mio amico: “Adiel, o que é a Roda de Choro?”, risposta “Irmão, vieni e sentirai la vera musica brasiliana, fidati…altro che Gusttavo Lima”.

    Non ho bisogno di sapere altro, tutto quel poco che conosco della musica brasiliana (Vinícius de Moraes, Toquinho, Chico Buarque) mi piace…e male che vada sarò comunque in compagnia, quindi confermo la mia partecipazione.

    La sera, raggiungo il bar dell’evento in perfetto orario, ma due cose mi insospettiscono:
    1- Il locale è vuoto a parte 6 tizi (palesemente brasiliani) dediti alla degustazione di cachaça
    2- Il locale è grande più o meno come la mia cucina, quindi, qui, o mi fanno ascoltare un disco o spazio per il pubblico non ce n’è.
    Dimenticando che i portoghesi sono talmente rilassati che potrei benissimo tenere l’orologio sull’ora italiana e arrivare puntuale lo stesso, penso di avere sbagliato posto e comincio a girare per le vie intorno.

    Dopo una ventina di minuti, una birra e una sbirciatina al gps ritorno sui miei passi e finalmente vedo un po’ di movimento e sento della musica. Ho trovato il mio concerto, che la serata abbia inizio!!

    E finalmente è arrivato anche il momento di raccontarvi cos’è il Choro. Il Choro è un genere musicale popolare brasiliano, soprattutto strumentale. La formazione classica prevede una chitarra (spesso a 7 corde), un flauto o un clarinetto, un cavaquinho e un pandeiro, che altro non è che il tamburello con i cimbalini. Gruppi più numerosi comprendono ottoni di vario tipo, fisarmoniche e altre percussioni.
    Una Roda de Choro è quindi il ritrovo informale di un gruppo di choristi.
    Descrivere precisamente cosa sia è complicato, perché non ho mai visto niente di simile in Italia, ma voglio provarci.
    Non è un concerto: manca un palco, manca una scaletta prestabilita e soprattutto manca quella barriera, a volte tangibile a volte solo virtuale, che di solito si frappone tra suonatori e pubblico.
    Non è una jam session, perché comunque, seppur presenti, le parti soliste non sono il momento più importante.
    Non è nemmeno una prova aperta: il pubblico non sta in silenzio e in disparte, applaudendo solo alla fine dei brani. Una Roda de Choro è un’esperienza che si vive tutti insieme, indipendentemente dal fatto che si suoni uno strumento oppure no…ciò non toglie che se sul tavolo c’è un tamburo inutilizzato, puoi prenderlo e suonarlo (e io l’ho fatto).

    Tornando al mio racconto, entro nel locale e scopro che gli allegri bevitori di prima sono in realtà i musicisti: sono sempre seduti al loro tavolo, su cui adesso, assieme alle bottiglie, ci sono montagne di spartiti (quanto darei per poterne avere una copia…) e nelle loro mani, anziché i bicchieri, ci sono gli strumenti; la formazione prevede una chitarra, un cavaquinho, un flauto traverso, un trombone, più varie percussioni.

    Comincio ad ascoltare e non mi ci vogliono più di un paio di minuti per andare in confusione. La chiamano “pianto”, ma è una delle musiche più allegre che abbia mai sentito. I ritmi sono veloci, sincopati, la ritmica è affidata al cavaquinho (acutissimo, accordato DGBD, con corde in metallo), il flauto e il trombone si alternano e si intrecciano nella melodia; bassi? Affidati solo alle rivestite della chitarra.
    Anche dopo aver chiesto lumi a una dozzina di persone, continuo a non capirci nulla sulle differenze fra i generi musicali brasiliani…ma chissenefrega: quello che sento mi piace, anche se non ho idea se chiamarlo choro, samba, pagode o chissà cos’altro.

    Ora, vi ricordate quando vi ho detto che tutti partecipano alla Roda de Choro? Ecco…stare fermi è impossibile, inutile anche solo provarci, il ritmo ti invita e ti trascina a seguirlo, anche se lo spazio è letteralmente quello che è perché nel frattempo il locale si è saturato.
    Il problema, comunque, è che io non sono brasiliano e non è che i miei piedi comincino a muoversi da soli alle prime note.
    Chiedo consigli ai miei amici e alle loro risposte inizio ad odiarli, col sorriso sia chiaro, ma comincio ad odiarli:
    “E’ facile, basta che segui il ritmo, guarda come faccio io”.
    Beh certo, facilissimo…come imparare a suonare l’ukulele guardando i live di Jake Shimabukuro. Se non altro adesso ho la prova che tutti i luoghi comuni sui brasiliani e il ballo corrispondono a verità.
    Tra parentesi, questo significa anche una concorrenza spietata per le ragazze, che a quanto pare non riescono a resistere a un giovanotto che sa come muovere i piedi. Un motivo in più per imparare, per ora ci provo, se non altro mi lascio andare.

    Comunque, approfitto della seconda birra della serata per prendermi una pausa dalla “pista” e dare un’occhiata da vicino ai musicisti, in particolare, per ovvi motivi, al “cavaquinhoista”.
    E’ un gusto guardarli: gli spartiti non servono a nulla se non per avere una traccia per gli accordi e il resto è tutto improvvisazione; comunicano tra loro con sorrisi e ammiccamenti e danno l’impressione di divertirsi più di tutti.
    Il cavaquinho è suonato solo in strumming con il plettro; la mano destra non fa niente di particolare se non ripetere sempre lo stesso pattern, non semplicissimo a dire il vero. La mano sinistra, invece, è ben impegnata in cambi di accordi molto veloci, con il grosso dell’azione che si svolge sulla parte centrale della tastiera. Il suonatore è decisamente in gamba, anche se dubito che in questo modo esprima tutto il potenziale dello strumento: mi piacerebbe sentirlo suonare parti soliste in flatpicking.

    La Roda dura la bellezza di 5 ore (fino alle 3 del mattino) con solo una breve pausa di 15 minuti. Non conosco nessuna delle canzoni che vengono suonate, ma a giudicare dalle reazioni del resto del pubblico direi che sono piuttosto popolari; di sicuro mi piacciono, anche se melodie e ritmi possono sembrare un po’ ripetitivi alla lunga.
    Complessivamente sono soddisfattissimo della serata e mi sono perdutamente innamorato della musica brasiliana: spero di riuscire a rimediare un po’ di spartiti per poterla anche suonare una volta tornato a casa.

    Ah, avrei voluto postare in “eventi” perché questi fantastici ragazzi si trovano tutti i sabati a suonare, quindi se volete passare una serata diversa e siete in zona…beh fateci un pensierino, io ci sono di sicuro :)

    Até à próxima!
    Marvin

    #28853
    ilfulmunauta
    Membro

    Bella Marvin! ehhh magari magari…continua a divertirti bye
    aggiorna se vai ad altri eventi del genere, non avevo mai sentito di ‘sta Roda de Coro…moolto interessante

    #28854
    Alice
    Membro

    Ciao Davidiiiiiii!!!
    Soprattutto al Davide più lontano tongue
    In effetti è molto interessante quello che ci hai raccontato, non ci ho capito granché ma da come ne parli dovrebbe essere un’esperienza che vale la pena di fare!
    Solo non mi capacito proprio di che tipo di musica tu stia ascoltando/suonando (sono ignorante, lo so)… perché non provi a fare un video, tanto per darci un’idea più precisa? Che ne sai, magari organizziamo una Roda de Choro anche noi a Caldogno in una tenda hihi hangloose

    #28855
    Andru
    Membro

    Questa è quella che si chiama Musica con la M maiuscola, passione, divertimento e spensieratezza, ma sopratutto il coinvolgimento del pubblico…è la cosa migliore… si crea un atmosfera completamente diversa.
    Bellissimo racconto, sperò prima o poi di assistere a uno spettacolo simile super_man1

    hangloose

    #28856
    Marvin
    Membro

    Sono contento che vi sia piaciuto; lo scopo era proprio quello di farvi partecipi di una concezione della musica, e più in generale della vita, completamente diversa da quella a cui siamo abituati.
    Alice, non hai idea di quanto difficile sia descrivere la musica a parole. Al momento non so consigliarti titoli o interpreti, se hai voglia prova a cercare qualcosa su wikipedia/collaborazioniutube. In ogni caso stasera torno là…non prometto niente, ma se riesco a fare un video lo condividerò sicuramente hangloose

    #28867
    Marvin
    Membro

    Volevate il video? Eccolo qua…e poi non dite che non vi voglio bene: mi sono aperto apposta un canale youtube per condividerlo con voi exciting1 La qualità è quella che è, perché l’ho girato col telefonino: portate pazienza e se volete di meglio siete liberissimi di donarmi hardware migliore

    #28869
    Frittola
    Partecipante

    Obrigado bro para esta bela imagem

    até logo

    #28870
    Alice
    Membro

    Ma che carini! Che atmosfera rilassata… Grazie del video Davide, tutto sommato non si sente così male e finalmente ho un’idea di cosa tu stia dicendo :)

    #28874
    Marvin
    Membro

    De nada amigos, foi um prazer hangloose Alice tieni conto che questo era ancora il warm-up: più tardi sono arrivati un trombone, un altro flauto e due percussionisti; purtroppo poi non c’era materialmente più spazio per mettersi a fare delle riprese decenti, sennò almeno un altro video l’avrei postato. Tra parentesi, questo è l’unico brano di cui sono riuscito a recuperare il titolo

    #28875
    Madràc
    Membro

    bella storia…hangloose

    #28876
    Andru
    Membro

    Il racconto che prende forma video. Veramente interessante. in italia sognamoci storie simili…penso proprio che un locale non darebbe mai una disponibilità similesad
    hangloose

    #28879

    non so… voglio dire, rispetto a quanto scritto da Andru
    Qui a Udine il caffé Caucigh fa serate jazz, ed è successo che poi arrivi qualche amico e gli chiedano se ha lo strumento e vai di jam session… a Nimis dai daisuonati sono a disposizioni strumenti e impianto. In alcune serate ci sono ospitoi, il giovedì si va a ruota libera, ognuno può proporre il proprio repertorio. Elettronico o no, con propri strumenti o con quelli del locale.
    Hanno fatto anche serate a tema, mi risulta. Chiarmente lì non sono tutti di una etnìa, per cui si sentono generi diversi.

    Ho scoperto che un choro è ticotico… ho deciso improvvisamente di partecipare al contest mensile! fiiico… contrariamente a Marvin io credo che la maggior parte della miìusica carioca non mi piace… ma questo sì!!!!!!!
    grazie M

    #28881
    s22a11
    Membro

    Bella Marvin! Ho vissuto i miei primi anni a Milano a stretto contatto con la comunità brasiliana ( fatto anche parte della fanfara… RIP Eraldo! ) ed è tipicamente pagode come genere… Suonato il cavaquinho facendomi le ossa su Zeca Pagodinho, Jorge Aragao che peraltro ha fatto una versione bellissima dell’Ave Maria, Revelacao, Fundo do quintal per citarne solo alcuni…
    La musica ha quest’enorme potere di fare socializzare la gente e come dice calcatreppola, per fortuna, non solo con la “gente brasileira”…basta conoscere i posti giusti!

    #28882
    Andru
    Membro

    @calcatreppola said:

    non so… voglio dire, rispetto a quanto scritto da Andru
    Qui a Udine il caffé Caucigh fa serate jazz, ed è successo che poi arrivi qualche amico e gli chiedano se ha lo strumento e vai di jam session… a Nimis dai daisuonati sono a disposizioni strumenti e impianto. In alcune serate ci sono ospitoi, il giovedì si va a ruota libera, ognuno può proporre il proprio repertorio. Elettronico o no, con propri strumenti o con quelli del locale.
    Hanno fatto anche serate a tema, mi risulta. Chiarmente lì non sono tutti di una etnìa, per cui si sentono generi diversi.

    Ho scoperto che un choro è ticotico… ho deciso improvvisamente di partecipare al contest mensile! fiiico… contrariamente a Marvin io credo che la maggior parte della miìusica carioca non mi piace… ma questo sì!!!!!!!
    grazie M

    Si’? allora qualcosa si muove ancora…ehehe…dalle mie parti è ancora è un tabù allora….è più facile fare karaoke per i gestori di locali e farsi qualche soldo che organizzare qualcosa a costo zero all insegna della VERA musica e al VERO divertimento unhappy1

    #28883

    però… forse potreste organizzare una serata dalle mie parti in quel locale… cheeks fiiiico…
    inventiamo una youkucena… o youkusera…. o youkujam
    e frittola fa un logo figo oldstyle, come piace a noi !!! canny

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