James Hill

Aloha Forum Uke 360° James Hill

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  • #13551
    Jontom
    Amministratore del forum

    Era scontato che prima o poi me ne uscissi con un articolo su James Hill. Ricordo le mie prime settimane con l’ukulele andando in giro su youtube in cerca di video fichi sullo strumento. Da lì iniziai a farmi l’idea che c’erano due mostri sacri: Jake Shimabukuro e James Hill. Magari mi sbagliavo però la potenza mediatica di questi due era di gran lunga superiore a quella di tutti gli altri.

    Su James Hill ero in grado di trovare qualsiasi tipo di performance: dal cabarettistico spinto allo sperimentale con lui che suonava l’ukulele con le bacchette. Non è che ci misi troppo a rendermi conto della grandezza dei suoi attributi. Ciò che lo differenziava da JS era lo stile: il primo puntava molto di più su assoli a note singole spaziando in più generi mentre il secondo, la maggior parte delle volte tirava fuori arrangiamenti con accordi complessi e molto spesso suonava folk.

    James Hill è un ukulelista canadese cresciuto sotto l’ala protettrice di Paul Luongo. Il suo ultimo lavoro, “True Love Don’t Weep” è un album folk inciso con la partecipazione della sua ragazza violoncellista, Anne Davison. Più recentemente ha istituito tramite Ukulele in the Classroom un Certification Program per creare nuovi maestri d’ukulele.

    Vi linko il video che me l’ha fatto conoscere…

    [youtube clip_id="keqE8eYjRKw"]

    Sito ufficiale:  http://ukulelejames.com/

    #16436
    Anonimo
    Ospite

    Volendo semplificare, potremmo dire che tutta la prima parte della carriera discografica di James Hill è stata dedicata alla dimostrazione che l’ukulele è un vero strumento musicale, con il quale virtuosisticamente suonare di tutto. Oggi che James non ha più bisogno di dimostrare niente a nessuno, ci regala un CD in cui le abilità tecniche vengono abilmente dissimulate in un singolare “country da camera”, in cui veloci escursioni bluegrass si mescolano a ballate appalachiane, a brani di ispirazione ragtime e old time jazz e persino ad uno strumentale dell’estremo oriente.
    La bravissima Anne Davison con la sua bella voce ed il suo versatile violoncello se ne sta sempre un passo indietro rispetto al boss, ma il suo contributo alla riuscita finale del lavoro è assolutamente paritario. Questo disco è il crocevia presso il quale sembrano incontrarsi al crepuscolo tutti coloro che negli ultimi anni hanno lavorato alla trasfigurazione della musica popolare americana. Gente come Bill Frisell, i Cowboy Junkies, Yo-Yo Ma (da riscoprire il suo “Appallachian Journey”). Aggiornate pure la lista con tutti i nomi che sapete voi, poi ascoltatevi la straniante e metafisica versione di “Oh Susanna”: sulla soglia della loro baracca di legno Anne e James ci sorridono, invitandoci ad entrare nella loro personale versione del sogno americano.

    #16439
    Anonimo
    Ospite

    Ukefranz i miei sinceri complimenti per la recensione profescional da rivista specializzata 😀

    #16535
    Anonimo
    Ospite

    Cercatevi Down the rideau canal e la sua versione di Billie Jean…. Da restare a bocca aperta!

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