Re:Teoria musicale generale e dell’armonia

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#29472
Fabluji
Membro

Continuo con la lezione..
Mi sono accorto di non aver parlato di intervallo, punto fondamentale per comprendere la teoria musicale di base.
Un intervallo è la distanza che separa una nota da un’altra. Nella scala cromatica abbiamo la distanza minima che ci può essere fra una nota e l’altra, ovvero quella di semitono (S); questo perché, grazie a Bach e ai teorici prima di lui, la scala musicale è stata “temperata”, ovvero è stata data una distanza fissa fra le ottave (infatti le note come E# e B# esisterebbero, e possono essere suonate da un violinista molto bravo). Vediamo meglio la questione degli intervalli.
Dobbiamo dividere le note di una scala maggiore in due gruppi. Il primo comprende la seconda, la terza, la sesta e la settima (che sono quelli che si chiamano gradi della scala); il secondo gruppo le rimanenti, quindi la prima (o l’ottava), la quarta e la quinta.
1° gruppo: quando la nota è parte della scala maggiore a cui ci riferiamo, l’intervallo di dice Maggiore. Es: C – E è una III maggiore, perché E è una nota reale della scala di C.
Prendendo sempre le due note dell’esempio, abbassiamo di un S il E, facendolo diventare Eb. In questo caso l’intervallo si dice di III minore, perché abbiamo abbassato la III di un S. Se abbassiamo ulteriormente il Eb, facendolo diventare Ebb (leggi doppio bemolle), l’intervallo si dice diminuito. È sempre una III. Se, invece, alziamo il E di un S, facendolo diventare E#, l’intervallo si chiama aumentato o eccedente. Avrete notato che l’intervallo è sempre di III. Questo perché l’intervallo si calcola sempre fra note reali (ovvero senza alterazioni), a cui poi si aggiunge il “nomignolo” dell’alterazione. Infatti, prendendo due note enarmoniche, come Eb e D#, l’intervallo cambia, anche se il risultato sonoro è lo stesso. C e D, infatti, hanno un’intervallo di II che, nel caso di D#, è aumentato. Per gli altri gradi, ovviamente, accade lo stesso.
2° gruppo: non cambia molto perché il principio è lo stesso. Quando la nota è facente parte della scala maggiore di riferimento, si dice giusto (al posto di maggiore, come si dice per il gruppo 1). F – Bb è una IV giusta. Quando quest’intervallo viene abbassato di un S, si dice diminuito: F – Bbb. Quando all’intervallo viene aggiunto un S, si dice aumentato: F – B. Questo vale anche per gli altri gradi di questo gruppo, e, di nuovo, occhio alle note enarmoniche: F – B è sempre una IV, qualunque sia l’alterazione che troviamo su B. Infatti, F – Cb, che ha lo stesso suono di F – B, si chiama intervallo di V diminuita, perché lo stiamo calcolando tra F e C.
Mi auguro che sia davvero chiaro. Non sapete quanto sia difficile scrivere queste cose! sweat

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