Re:Rocky Soundtrack – Gonna Fly Now …. interpretazione in onore a jt

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#22612
Anonimo
Ospite

premesso che:
1 non sono dio quindi il mio parere è allo stregua di qualsiasi altro utente o chi ti ascolta mentre suoni. forse ho un po’ più di voce in capitolo perché magari l’ho suonato di più in giro ma anche questo è molto relativo.
2 come diceva cesarino, le critiche (costruttive) che puoi ricevere da me vertono su una determinata scuola di pensiero che si.. viva il cazzo.. concepisce innanzitutto l’ukulele come divertimento ma allo stesso tempo anche come rapido mezzo per distruggerti i nervi nello studio di un pezzo. esattamente come qualsiasi altro strumento musicale che vuole essere preso sotto una certa ottica.
3 ci vuole tempo. il mio primo video di tears in heaven non è lontanamente paragonabile al più recente e non è che nel frattempo ho ricevuto il dono della luccicanza, più semplicemente ho preso confidenza con lo strumento.

mi sono tolto delle belle soddisfazioni sull’ukulele ma credo che vedere qualcun altro che suona una cosa che hai scritto tu, come ale che si studia tears in heaven e posta il suo work in progress, o che comunque l’accompagna con un titolo del genere possa tranquillamente essere messo alla stregua dell’emozione di un concerto davanti a mille e passa persone. credimi, mette i brividi. anche perché mi rivedo in voi, vedo il “mio” pollice per aria e le ore che ho passato anch’io a studiarmi questo pezzo. di questo ti ringrazio infinitamente, non poteva capitarmi di meglio.

passando al pezzo in questione.. ORA TI ROMPO IL CULO.

il problema principale è nel tempo. te lo perdi svariate volte e in questa versione è una componente fondamentale perché tiene assieme tutto. non ci sono virtuosismi da solista ma soltanto un forte senso ritmico che richiama un po’ il funk di quel periodo. saper fare un pezzo non vuol dire riproporre le note in ordine sparso, lo devi fare tuo padroneggiando la melodia con il tempo che la regola.

senza andare nello specifico, prova a rivedere il video e a contare fino a 4. ti accorgerai che la parte centrale funziona e le altre un po’ meno. osserva e prova a seguire la tua performance facendo su e giù con la testa mentre tieni il tempo. dimmi dove cadono gli accenti e quante volte ti trovi “fuori”. ho difficoltà a percepire la fine delle battute e a seguire la melodia. in questo senso ti direi di provare a suonarla venendomi dietro. non ha troppa importanza se usi un’accordatura diversa, m’interessa che ti concentri sul senso ritmico e sul fatto di andare avanti in maniera lineare. può anche starci che a volte ti impappini.. se ti dicessi quante volte mi incarto io ti metteresti paura.. l’importante è saper “rientrare” nel pezzo senza alterare l’andamento ritmico. è un po’ come cadere da un cavallo in corsa e risalirci col cavallo che continua a trotterellare come un maledetto.

non guardare la cosa come “vabbè… lo fa di lavoro… mi accontento” piuttosto pensa che padroneggiare un pezzo che ti piace, sbloccare dei movimenti che prima ti risultavano innaturali innanzitutto rende felice te e conseguentemente aumenta (e di molto) la gioia che puoi provare su qualsiasi strumento. non accontentarti. l’ukulele può e DEVE diventare l’espressione di quello che sei e quello che ti vai a prendere. so che non la guarderai in quel modo comunque vabbè.. io te l’ho detto : )

le triplette hanno bisogno di essere lavorate più lentamente per poi essere riproposte alla fine di una battuta senza perderti. ci stanno eh.. è solo che non le sento in linea con il pezzo.

più che riprovarlo col metronomo ti direi innanzitutto di ascoltarlo, memorizzare la melodia, la durata di certi passaggi e poi ributtarsi sull’ukulele. lentamente. smontalo pezzo per pezzo, non avrebbe senseo suonarlo subito dall’inizio alla fine anche perché non ti aiuterebbe nel memorizzare e fissare bene le parti. prima ti butti a studiare l’introduzione… che non è che quello slide se ne va a fanculo su tasti a caso, sono esattamente gli stessi di un accordo in Fa. E inizia a macinare col ritmo, al punto tale che ti trovi dentro una disco di fine anni 70 e tieni il tempo col piede NON PERCHE’ ti aiuti ma perché non puoi fare a meno di ballartela col piedino. fissate bene le due parti singolarmente procedi con la parte centrale e così via… poi inizierai a suonare le prime due, poi le ultime due e solo alla fine lo suonerai tutto insieme. a quel punto, quando ti sentirai sicuro inizierai ad aumentare con la velocità.

tieni presente che è molto più difficile saper andare piano e se ci pensi un attimo non è un caso che un bel po’ di video amatoriali siano di gente che va veloce un po’ a cazzo di cane. andare piano ti lascia tutto il tempo per curare l’espressività, il tocco e getta delle solide basi su cui poi inizierai a correre.

i complimenti te li farò a tempo debito quando farai “gonna fly now v2.0” per il momento fai conto che ti abbia offerto un caffè e dato tante (ma veramente TANTE) pacche sulla spalla.

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