Re:Hawaii e Italia in musica

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#17784
Frittola
Partecipante

io posso solo aggiungere la mia testimonianza. per vent'anni ho suonato la chitarra con quattro accordi in croce, un unica pennata cambiata solo di tempo, sono in compagnia attorno a fuochi, porci in girarrosto e birre a fiumi. Jam session con amici più scrausi di me e improbabili concerti con canzoni proprie fatte su accordi base o testi riscritti su canzoni già famose.

Tutto bellissimo, figuroni, animazione, nutrimento dell'egocentrismo e rarissimi momenti in cui l'alternativa alla noia era strimpellare le sei corde piuttosto che leggere un fumetto, una rivista o un libro, guardare la televisione o studiare e cazzeggiare su internet.

Ho sempre rimandato ogni approfondimento teorico pratico e gli eventuali esercizi ad un dopo che non è mai arrivato.

 

Poi è subentrato l'ukulele, circa due anni fa. Comprato per caso come regalo a mia figlia alla Città del Sole, guardato, accordato con l'applicazioncina di jt che già allora aveva esternato il suo interesse ad infognarsi in questa avventura, individuato il giro di do e finito nel dimenticatoio.

 

circa 6 mesi fa l'ho ritrovato durante un trasloco. Era sfondato per cattiva conservazione. Ho ancora la mia prima chitarra inutilizzabile, usata da tre generazioni di strimpellatori ignoranti. E' un cimelio, la vista dell'ukulele sfondato mi mise una tristezza infinita non potevo non buttarlo, ma mi proposi di acquistarne un'altro anche solo per non sentirmi in colpa di aver permesso alla compagna di buttarlo.

Non ho scelto io lo strumento, mi ha scelto lui. Ho molti limiti, ma lo tengo in mano ogni maledettissimo giorno. Accenno anche esercizi, sia quelli proposti dal JT che tutti gli altri libri, dispense e siti che ho potuto rastrellare.

Lo faccio senza stress, senza obiettivi, non camperò mai di musica, magari ne ho le potenzialità e non lo so, ma la verità è che non credo nelle mie potenzialità. Amo il suono che fa, amo i miei progressi, mi stupisco del desiderio che provo a passare un po' di tempo con lui. Amo presenziare alle feste con il mio ukulele anche se poi suono solo un pezzo e lo ripongo.

E' entrato al primo nella scatola “rompere il vetro in caso di noia” prima dei miei adorati fumetti e dei libri.

 

Ho i miei tempi, ma la cosa inedita e che non riesco a stancarmi e quindi piano piano, cresco, ho già diffuso il Virus a 4 cugini e a mia figlia e riesco sempre a strappare un sorriso a tutti quelli che mi sentono e ad alcuni alla fine di un'esecuzione sento esclamare:”ma co sta chitarrina si fa pure il blues? Ma che centra il rock? Pensavo bisognasse suonarlo tipo banjo o mandolino!”

Ecco cosa penso del mio Anu, e anche del mio Uko, ed ecco perché medito di passare ad un tenore. Poi guardo molti di voi e impallidisco, ma (consiglio a JT per temperare queste affermazioni che comunque condivido) contrariamente ad altre esperienze di condivisione di tecniche anche su altri campi (vedi grafica) dove spesso mi sono sentito imbarazzato e bloccato dal talento riconosciuto negli altri, con l'ukulele, non provo imbarazzo, suono come sono perché non c'è tecnica al mondo che possa far sentire Frittola e il suo Nué uno fuori posto, uno che è meglio che lasci perdere.

 

L'ukulele ha scelto me e vi dovete accollare uno che magari tecnicamente sarà sempre una ciofeca, ma che adora il canto del suo ukulele.  🙂

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