Re:Esce il 31 maggio nuovo cd Eddie Vedder, S’intitola Ukulele songs

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#22961
Anonimo
Ospite

è che purtroppo hanno perfettamente ragione, è tutto quello che ho sempre pensato e per cui mi sono sentito di tirare su YOUkulele.
longing to belong mi è piaciuta perché si stacca leggermente dal filone ukulele-easy ma eddie è un grosso per via dei pearl jam, non per l’ukulele. a me, in quanto ukulelista, fa comodo perché persone che non conoscevano lo strumento ora magari ci si avvicinano… e non saranno old school ma gente che magari ha voglia di fare e che si rende che ogni genere musicale, ogni strumento si evolve così come è arrivato il rock… poi la disco.. poi la techno (semplificazione ESTREMA di un percorso musicale fin troppo sfaccettato).

purtroppo questo strumento è l’unico in cui si elevano a mitologia persone assolutamente normali che in realtà lo sanno suonare a malapena. purtroppo è l’unico settore in cui la musica ancora non si evolve. anzi va all’incontrario. più fai roba vecchia in giro e più ti idolatrano. e non tanto i bambini quanto i quindicenni che devono scegliere su quale strumento prendere lezioni stanno a guardare… immagino la stessa scena sulla chitarra acustica, lì a meno che non trasmetti qualcosa e tiri fuori qualche bel numero di tecnica non ti si incula nessuno. ecco per l’ukulele tutto questo semplicemente non vale… è come se (citazione) “ci facessimo pompini a vicenda” ignari che il mondo lì fuori ci deride.
la conferma scritta arriva da festival di chitarra che promuovono l’ukulele come rincalzino, che tengono fuori artisti che forse varrebbe la pena tenere più in considerazione. ma sticazzi dai… “STIAMO PARLANDO DI UKULELE, MICA DI CHITARRA” e giù a dare i soldi a loro mentre tutto il resto, quello che magari potrebbe far nascere qualcosa di veramente importante ristagna.

altro punto.

è veramente tanto bello il concetto di “Ukulele peace and love” ma funziona in un contesto hawaiiano in cui parallelamente TI ROMPI IL CULO con lo studio, i bambini ridono e scherzano ma sono i primi che vanno a lezione per imparare pezzi classici, i quindicenni vanno ai concerti sold-out di jake con l’ukulele in mano e si, ridono e scherzano anche loro perché evidentemente non c’è niente di così terribilmente “serioso” nello studiare bene uno strumento. è anche qui che può nascere la felicità. ma qua si mandano avanti “artisti amici” gentili e simpatici, dobbiamo chiamare i nostri contatti alle nostre serate sennò difficilmente ci fanno suonare e ogni tanto salta fuori la convinzione che chi prova a camparci sia un affarista egoista del cazzo. l’ukulele è l’unico strumento qui in Italia con il sottosuolo all’incontrario, in cui lo strumento da 200 Euro diventa perla rara, la lezione gratuita quasi un dovere in funzione di un legame di amicizia (se non lo fai verrà sottolineato ovunque che tu… appunto… sei un affarista e in un mare di eventi gratuiti il tuo è a pagamento)

è semplicemente agghiacciante vedere come in certi paesi ci sia solo ed esclusivamente l’ukulele per raggiungere uno scopo più alto a discapito di chi porta in giro la novità per creare qualcosa di altrettanto nobile. mette in discussione i più semplici principi su cui si è evoluta la musica e contestualizza l’ukulele come un fenomeno non prettamente musicale da cui ci metti dieci minuti a pronunciare la parola “nuovo trend”. magari potessimo tornare al medioevo con i menestrelli che suonavano a corte e ci campavamo. lì che era la cosa più ovvia del mondo fare l’artista. nel nostro panorama ukulelistico europeo invece ancora non ho capito cosa sia!
cioè, c’è l’ukulelista di youtube ma non stupiamoci se poi la concezione comune che porta a creare recensioni come quella su eddie venga fuori in questo modo.

con questo non intendo demonizzare quelli che lo fanno, piuttosto vorrei che fosse chiaro il fatto che la credibilità dell’ukulele ALDIFUORI della nostra cerchia ristretta di persone è praticamente nulla e per costruirla bisognerebbe porre la stessa attenzione anche a quelli che la musica provano a farla senza nessun motivo in particolare.
qualsiasi persona che uploada qualsiasi video con l’ukulele mi fa sorridere e sono contento. perché hanno abbracciato il mio strumento e in cuor mio mi auguro con tutto me stesso che vorranno andare avanti, tirare fuori cose nuove. però resto fortemente dubbioso di fronte a chi dopo 5 minuti gli scrive “FUCKING GREAT!!” sul canale youtube.

regà. scusate lo sfogo. non c’entra molto con la recensione sul disco di eddie e sono andato DECISAMENTE oltre è che ci sono giorni in cui veramente… ti alzi e non capisci.
dicono che l’ukulele sia lo strumento dei popoli, che unisce le persone e che appiana le differenze però ripeto ciò che credo di aver scritto anche da un’altra parte… la musica che esce fuori è talmente di nicchia che se ti metti a contare quelli che la ascoltano non arrivi a dieci.
dicono che l’ukulele sia globale ed invece guarda un po’, sono i primi che lo penalizzano quando si fa sul serio, sono i primi che cancellano l’evoluzione artistica su questo strumento andando a curare e prediligere solo ed esclusivamente musica di nicchia o fenomeni para-musicali. col risultato che abbiamo ottimi dettagli, veramente. ma la materia prima non c’è e a forza di fare così… c’hanno ragione quelli di impattosonoro: l’ukulele inizia a stare sul cazzo.

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