Re:consiglio ukulele e.. bassisti che suonano l’ukulele?

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#36792
Gerd.Glück
Membro

io nasco bassista e da due mesi suonicchio l’ukulele.
Innanzitutto concordo con quanto detto da gio sopra: se ti prende, rischia di diventare una droga e non ti nascondo che negli ultimi mesi ho suonato decisamente di più l’ukulele.
Per quanto riguarda l’approccio bassistico e l’approccio ukulelistico allo strumento, vi sono dei (pochi) punti di contatto e molte differenze.
Scontato considerare il numero di corde tra le similtudini, ma in realtà incide meno di quanto si possa credere.
Ci sono delle differenze che hanno un effetto fortemente straniante. Il sol rientrante alla quarta corda inevitabilmente all’inizio ti sfasa. L’impatto è molto traumatico, se non altro perchè noi bassisti stra-abusiamo della 4 corda (il mi sul basso, il sol sull’ukulele) e tendiamo a considerare rifugio sicuro il passaggio dalla 3 alla 4 corda. Per usare un idea concettuale, quando suono il basso il mio baricentro è sulla terza corda di norma, e da lì mi muovo sulle altre se desidero sfumature e intervalli più bassi e più alti. Sull’ukulele inevitabilmente il mio baricentro è sulla seconda corda di mi.
Altro aspetto non poco rilevante è l’accordatura, che sul basso è interamente a quarte (ovvero il rapporto tra tutte le corde a vuoto è sempre di quarte), mentre il rapporto tra 3 e 2 corda è un semitono sotto l’intervallo di quarta, il che rende più difficile apportare all’ukulele diteggiature che usi frequentemente al basso (mentre è molto più simile alle diteggiature che i chitarristi utilizzano sulle prime quattro corde della chitarra). Per dire, tutte le forme e le diteggiature delle scale sono “scalate” indietro di uno, se parti dalla terza corda.
Per quanto riguarda le tecniche di base delle mani, sono totalmente diverse. La mano destra del basso è completamente diversa, il polso è molto più basso come posizione media. Il pollice della mano sinistra (che paradossalmente è l’elemento più importante per ogni strumento a corda, pur non “toccando” la tastiera) è posizionato in modo diverso. Il bassista non dovrebbe mai farlo “uscire” da sotto la tastiera, mentre l’ukulelista molte volte è costretto a farlo, penso all’accordo di do maggiore, se non mantenessi con l’arcata tra pollice e indice, mi cadrebbe l’ukulele, ma anche al C#min7, si impasterebbero le dita se il pollice restasse “sotto”.
Da questo punto di vista, ovvero dall’utilizzio di metodologie e forme mentali pregresse, è più facile per un chitarrista muoversi da subito sull’ukulele rispetto a un bassista, al contrario di quanto si potrebbe a prima vista immaginare per via del numero di corde.
Ma. Da un punto di vista dell’approccio schematico, il bassista medio può trovarsi bene. Dipende molto anche da cosa ci hai fatto con il basso. Io nell’adolescenza suonavo il basso jazz, e il modo per fare gli accordi per basso è molto simile nella diteggiatura e nella formazione (ma si tratta di una tecnica di nicchia, non tutti i bassisti li fanno). In generale il bassista medio tende a “decostruire” le scale, gli arpeggi, gli accordi, rispetto alle figure precostituite dei chitarristi medi (poi è chiaro ti capita il chitarrista che non impara a memoria a fare la diteggiatura di sol o ti dice qualsiasi intervallo dell’accordo semidiminuito che sta suonando). Sotto questo punto di vista sia il bassista che il chitarrista snocciolano appieno lo strumento nelle prime fasi di studio e sono accomunati dalla capacità di gustarsi appieno le note di colore come gli accordi aumentati etc…, arrivandoci col ragionamento e non emulando i formulari di accordi (la tendenza del chitarrista medio è questa, ripeto poi ci stanno chitarristi dotatissimi armonicamente e bassisti che fanno solo bum bum col basso).
Proprio per questa caratteristica di destrutturare armonicamente le composizioni che accomuna basso e ukulele (o almeno il mio approccio ai due strumenti) io ho ripreso a comporre dopo un periodo di “crisi” espressiva per cui scrivevo sempre le stesse canzoni con lo stesso giro senza accorgermene. Insomma l’ukulele è un bello strumento per “studiare” bene la musica, come nella tradizione degli strumenti a 4 corde (io credo che studiare la viola ad esempio ti aiuti a capire meglio la musica e le sue componenti teoriche rispetto alla chitarra), che a mio avviso sono secondi solo al pianoforte

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