L'ukulele di Cassandra Raffaele a Musicultura

9 giugno 2013
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Categoria: Musica
9 giugno 2013,  5

Già l’anno scorso avevamo avuto i primi vagiti con l’ukulele di Enrico Farnedi fra gli otto vincitori di Musicultura 2012. Quest’anno, la tendenza inizia a prendere piede con Cassandra Raffaele e ammetto che fa piacere perché dopo averla ascoltata fra le otto canzoni vincitrici di questa edizione, non ne ho trovata mezza che mi ha fatto storcere la bocca.

Musicultura… what?

Ok, ammetto di essere a volte un po’ troppo misantropo e tendente alla matematica distruzione di qualsiasi forma musicale italiota. Però scusa, non è che puoi darmi tutti i torti quando assistiamo a fenomeni di marketing spacciati per musicisti et similia. Uno va a finire che si disamora. Mi sono sempre avvicinato con diffidenza ai concorsi di musica un po’ perché credo che le medagliette in questo settore significhino oggettivamente poco ed un po’ perché mi sembra tutto un po’ troppo manipolato da esigenze esterne.

Poi vabbè, ci sono quei casi in cui conosci l’artista in questione e anche se la cosa ti puzza un po’, ti rendi conto che è onesto, che lo sta facendo per ottenere un briciolo di promozione in più, che ha effettivamente studiato e che ha qualcosa da dire. Nelle otto canzoni vincitrici di Musicultura ho stranamente intravisto una giura competente che tuttosommato ha scelto delle belle canzoni.

Le mie valigie

E così mi sono ritrovato negli studi della Rai per accompagnare Cassandra Raffaele all’ukulele, in occasione di una giornata dedicata agli otto vincitori. Conferenza di mattina, soundcheck di pomeriggio e live radiofonico di sera. Il video che vedi qui sopra è la “provetta” registrata pochi minuti prima di eseguire il brano in radio, chiusi in camerino con la gente che passava, gli altri che chiacchieravano ed io che dovevo disperatamente andare in bagno.

Cassandra Raffaele

Le note positive

Cassandra non può non essere una nota positiva per il modo di intendere la musica. Detto fra noi, la ragazza è una perfezionista e ciò che era nata come una semplice collaborazione è diventato uno studio sistematico su ogni singola nota da suonare. Tutto ciò è fico ed estremamente appagante. Occhio però a non confondere il perfezionismo con l’ossessione perché altrimenti non ci saremmo mossi dalla prima strofa. E poi ci si chiacchiera bene quindi… per me è sì.

L’ambiente era bello e vabbè, era anche prevedibile visto che si tratta di ragazzi arrivati al capolinea di una bella esperienza. Sinceramente non mi è parso neanche di vedere lo spirito di competizione che ti porta a sorridere del tuo “nemico” mentre dentro di te sfogli un libro di magia nera.

I camerieri della Rai inoltre, avevano un panciotto ultrachic.

La nota negativa

Il suono, regà. Ho da sempre una fiducia assoluta nei fonici di turno e solitamente i miei soundcheck durano dai 13 ai 15 secondi, un po’ perché il suono me lo faccio io a casa e un po’ perché, soprattutto quando ci sono altre 7 band, non mi va di bloccare la giornata con le richieste tipo:

  • – Senti scusa, mi alzi un po’ i monitor? Eh… un po’ di più… un po’ di meno… un po’ di più… meno… più…
  • – Scusa puoi aggiungermi un po’ di rEverbero? Però non ovattato, più aperto, non attufato, chiaro… un po’ di meno… – poco poco di più… meno… un pochino meno…
  • – Però non sento la voce. No, ora troppo… Si può abbassare un po’ lui? Ok… No spè, così però non lo sento più.
  • – Ok, perfetto. Vuoi che facciamo un altro pezzo così proviamo basso+batteria/chitarra+basso/voce+chitarra/tastiere/…/tuttinsieme?!
  • – Regà ma come arriva il suono? Si sente?
  • – Ah ok… finito. Ma sei sicuro?

 

Però adesso diciamoci la verità: il mio Kanilea K-3 Tenor è uno strumento un po’ diverso da un Mahimahi Pineapple Soprano. Ti accorgi subito che suona in maniera diversa… un po’ perché è più grande e un po’ perché… dai, porcogiuda è diverso!

Perché me l’hai equalizzato come un mandolino. Io non ti ho detto niente, non ti ho rotto le palle, sono stato educato e gentile e mi sono anche scusato quando involontariamente ho dato un calcetto alla DI della Rai da 30 Euro che tu, fonico, hai voluto utilizzare al posto della mia DI pagata col sangue.

Perché mi hai fatto questo e hai trasformato il mio Kenny, il mio grosso grasso Kanile’a, in un fottuto Sopranino… Ma maledizione.

YOUkulele

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  • Jontom
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