Ti diamo 50 Euro più consumazione

6 dicembre 2013
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Categoria: Musica
6 dicembre 2013,  0

E così sei riuscito a fissare la data al pub. Sei andato di persona a consegnare la demo, li hai aggiunti su facebook, hai pressato un po’ e alla fine ti hanno dato un Giovedì sera, serata difficile, in cui non è che ci si aspetti molto però magari se fai bei numeri ti richiamano.

La prima cosa che fai è controllare il calendario delle coppe, non sia mai che gioca qualche italiana in Champions perché a quel punto risulterebbe un mezzo casino invitare gli amici. La seconda cosa a cui pensi è “vabbè… 50 euro. Niente di che però almeno c’ho la consumazione. Da paura”.

thumbs-up

L’evento su facebook

Tocca acchittare l’evento facebook e invitare a tempesta gli amici vicini e lontani. I componenti della band iniziano a pronunciare spessissimo la parola spammmmmm tramutandosi in spine nel fianco sulle bacheche degli impiegati di tutto il mondo. Si incitano ed esortano a vicenda nel cacare il cazzo il più possibile all’anima pia che aveva semplicemente voglia di trascorrere una giornata lavorativa sul proprio social network preferito. Ma niente e nessuno sfuggirà alla data esclusiva che terremo fra quindici giorni all’Irish Pub quindi daje! Spammate regà! Invitate TUTTI!

Si giunge alla conclusione che dei 4.693 inviti ne arriveranno probabilmente una decina per cui… “tocca spinge regà… che è importante”.

Parte un giro di messaggi paragonabili alle catene di ribellione contro lo Stato che ci opprime e nel giro di una giornata vediamo che in effetti tutto ciò ha dato i suoi frutti. Hanno cliccato su “Partecipa” la nostra ragazza, l’amica della nostra ragazza, la ragazza del chitarrista, l’amico del batterista e quello che ci segue da un po’ che se riesce a liberarsi magari fa un salto.

Cliccheranno su “Partecipa” anche due, tre persone a caso che abitano a circa 300km di distanza “Però oh… lo vedi… sta a funzionà sta cosa di facebook… daje regà spammate!!”.

La saletta e l’importanza del suono da stadio

Io non so te però la saletta in cui vado a provare col gruppo la pago. Che si tratti di affitto mensile o botta secca ogni volta che passo alla cassa, a fine mese il portafoglio è dimagrito. Però c’è da dire che lì dentro a volte tiri fuori certi suoni che manco Brian May.

Motivo per cui quando la band si presenta ai soundcheck c’è il rischio di assistere a scene importanti di cantanti in preda all’ansia da riverbero, chitarristi col phaser e soprattutto monitor nemici dell’amicizia.

Monitor

Sono quei momenti in cui la cassa spia diventa la livella di un gruppo: più basso o più chitarra? Non sento la voce… Ma fuori si sente?

Sì. Fuori si sente.
Te lo dice il fonico e te lo dicono gli amici arrivati 3 ore prima insieme a te. Fuori si sentirà ma stai tranquillo che con la sala piena sarà comunque diverso quindi non è il caso di spargere le prugne fra i tavoli e immaginare la curva che non godrà appieno dei nostri assoli.

È un pub, l’acustica è sempre un’incognita, è un locale in cui fondamentalmente ci si va per bere perciò lascia stare la potenza del distorsore e osserva il piano più grande. Oggi anche tu hai diritto all’Eurodollaro del musicista, quello che dovrebbe farti stare più tranquillo, l’extra che non metti mai in conto ma che al tempo stesso silenziosamente ti aspetti. La linea di confine fra il gruppetto che suona a scuola e quello che si espone alle orecchie disinteressate di chi si appoggia al bancone.

La consumazione gratis. Una però, non due.

C’hai la birra gratis.
Pisè, c’hai la birra gratis.
Che poi pensa, puoi anche convertirla in superalcolico o Coca Cola. È sempre gratis e tolto l’assaggio al baciatore di boccali è tua. Ti spetta. Devi solo decidere quando andare a recriminarla.

Il problema si pone nel momento in cui sul palco avresti piacere nel sorseggiare qualcosa e magari dopo aver suonato vorresti proseguire la pazza festa bissando la bionda pinta con gli occhi azzurri. Pensaci bene perché l’amico barista potrebbe non essere così gioviale nel caso suonassi qualcosa di dubbio gusto.

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La consumazione gratis, in fin dei conti è colei che ti accompagnerà nel magico mondo della musica live. A lei il duro compito di offuscare il tuo compenso pari a un cazzo, resterà il primo ed ultimo assaggio della serata in cui porti a casa la pagnotta.

Com’è andata? Da paura, no?

Nel caso si fossero affacciate più di 20 persone tocca stringerti la mano. Nell’ipotesi che molte di loro si siano presentate con lingua gatta stazionando davanti all’amico barista c’è da aggiungere anche una pacca sulla spalla decisa e convinta. Con ogni probabilità verrai richiamato per i tuoi risultati artistico/aziendali fuori dal comune.

È il primo passo verso una carriera di musicista da pub in cui, conti alla mano, dovresti suonare 365 giorni all’anno per poter dichiarare uno stipendio netto da circa 1000 euro al mese. Ma mica tutti danno 50 Euro, ti può anche capitare il locale disposto ad investire di più e magari strappi la gambuccia. E magari… ma proprio “magari” non ti è richiesto neanche un evento facebook.

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