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by Jontom

Tablature

giugno 29, 2011 in by Jontom

Le tablature di YOUkulele sono elencate su questa pagina. Le tabs riportano uno di questi bollini a seconda del grado di difficoltà.

Se stai cercando “Play Uke”, le tablature originali di Jontom per bambini e principianti assoluti puoi visitare la sezione dedicata su YOUkulele LAB

Principiante

Intermedio

Avanzato

Piccolo disclaimer: le tablature proposte sono da intendersi come opera d’ingegno di chi le propone. Non è assolutamente nostra intenzione infrangere alcun tipo di copyright.

Hai una tablatura in particolare che vorresti vedere pubblicata? Scrivici nell’apposita sezione del forum!

Vuoi vedere pubblicata la tua tablatura? Contattaci attraverso la pagina info e vediamo che si può fare…

by Jontom

aNueNue – U900

giugno 19, 2011 in Recensioni Ukulele by Jontom

Recensione degli ukulele U900 aNueNue

by Jontom

Kanile’a “50th State” Tenore

giugno 19, 2011 in Recensioni Ukulele by Jontom

Recensione del Kanile’a “50th State” Tenor

by Jontom

Che ukulele scegliere?

dicembre 10, 2010 in Varie by Jontom

La guida definitiva all’acquisto del tuo primo ukulele!! Il modello?! La dimensione?! Il colore?! Sei davanti alla vetrina e non sai scegliere?! Vorresti tanto suonare come quelli che hai ascoltato su youtube?! Siamo qui per risolvere tutti i tuoi dubbi…

Innanzitutto le dimensioni. E’ uno dei problemi che affligge da secoli l’intera umanità. Il Soprano è quello più piccolo di tutti, buono per farci accompagnamento ritmico e se le dita te lo permettono, anche qualcosa pizzicata tipo il fingerpicking. Però mano mano che “vai giù” sulla tastiera lo spazio diminuisce… ed è per questo che arriva il Concert, leggermente più grande del Soprano e con qualche tasto in più a disposizione. Altamente consigliato per chi ha le dita più cicciose rispetto alla media. Se però continui a “volere i tuoi spazi” e “la casa piccola non mi basta” c’è il Tenor, quello più grande fra i 3 con uno spazio abbastanza ragionevole anche quando “vai giù” e un suono leggermente più corposo rispetto agli altri due.

C’è chi dice che l’ukulele tradizionale sia il Soprano… Beh, è vero. Pochi cazzi. E’ nato come un Soprano però poi col passare del tempo sono arrivati anche gli altri.

E il Baritono? Eh… Quello è un caso a parte. E’ leggermente più grande del Tenore e a differenza degli altri 3 che usano un’accordatura standard (GCEA) viene accordato in DGBE (Si, le ultime 4 sulla chitarra).

Chiarito il problema delle dimensioni passiamo alla spinosa questione delle marche… Qual’è la migliore?! Perchè questo costa di più?! Perchè questo qua c’ha il legno più scuro?! Ma il suono è sempre così squillante?! Ma è elettrificato? Kala? Eleuke? Ohana? Kanile’a? aNueNue? Mahi Mahi? Ma poi ce lo posso fare il rock? E lo swing? E il country? Anche il jazz? Ma pure il blues? Che me la dai una mano?

Siediti un attimo e pensa: se questo strumento ti piace veramente tanto ti terrà compagnia per i prossimi mesi… magari anche anni, che ne sai. Magari grazie alle sue dimensioni ridotte lo porterai ovunque. Saresti in grado di prendertene cura senza averlo amato dal primo istante? L’ukulele soddisfa il teorema “donna nana tutta tana” però va amato. E’ chiaro. Il mio consiglio quindi è il seguente: osserva i modelli e compra quello su cui ci resti di più. Levati dalla testa l’ansia da prestazione e domande ipertecniche magari retaggio di qualche vita precedente da chitarrista.

Si ok, magari l’action non è perfetta… probabilmente il suono non è eccezionale… magari l’intonazione… si, ok.

BLA BLA BLA BLA BLA

Ti piace? Allora compralo. Dev’essere una scelta fatta col cuore. Rimandiamo tutti i discorsi che ho fatto prima a quando vorrai acquistare il secondo :)

In conclusione…

Per imparare a suonarlo come si deve ci sono le lezioni gratis su YOUkulele, gli ebook, il forum oppure i corsi (controlla gli eventi sul forum o magari qualche banner qua in alto che ne pubblicizza qualcuno).

Per averlo fra le mani c’è il mercatino dell’ukulele, non un negozio qualsiasi che ha 2 ukulele a 10 Euro esposti da 3 mesi ma l’unico in Italia a vendere solo ukulele… E direi che anche solo per questo motivo dovresti sentirti al sicuro. Come un pisello nel suo baccello. O chi per lui.

by Jontom

Invadiamo le Hawai’i

luglio 5, 2010 in Varie by Jontom

Una sera mi sono messo a parlare con un mio amico di liuteria italiana. Durante il Rinascimento è innegabile che abbiamo spaccato culi a tutta callara… vi basti pensare a Stradivari e Guarneri. Signori qua si facevano violini di cristo che ci invidiano ancora.

La considerazione più ovvia che ci è venuta è stata: “Vabbè ma scusa, possibile che nessun liutaio italiano si è ancora deciso a invadere le Hawai'i? Cioè: con la reputazione che abbiamo qualche pezzo di liuteria si potrebbe pure piazzare… Ed inoltre saresti l'unico a farlo! Possibile che nessuno fiuti l'affare e il prestigio che si cela dietro un'operazione del genere?”

Effettivamente immaginatevi la scena. Per carità i vari Kamaka e Kanilea sono delle vere e proprie istituzioni ma provate a pensare a “gli italiani” che approdano in quel mercato. Dai… PRICELESS.

Purtroppo credo che le marche italiane siano un po' diffidenti nei confronti di un mercato ancora in erba qui in Europa e soprattutto c'è da fare i conti con i costi di produzione.

Magari con una cifra definita tiri fuori 5000 ukulele di produzione costruiti in Cina che sei più o meno sicuro di piazzare in virtù del costo abbordabile. Scegliere di destinare lo stesso budget per 500 ukulele di liuteria è una sfida.

Personalmente credo ci si debba provare però è ovvio che sto parlando con gli occhi dell'ammiratore e di certo non con quelli da imprenditore…

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by Jontom

Shelley O’Brien in Rome

giugno 9, 2010 in Interviste by Jontom

Un po’ di tempo fa Shelley O’Brien, cantante/ukulelista/pianista è venuta a Roma. Io purtroppo ero impegnatissimo, nemmeno mi ricordo bene cosa dovevo fare quindi me la sono persa. Però YOUkulele ha gente ficcante sempre sulla notizia quindi qui di seguito vi propongo l’intervista fatta da Mauro Corso, uploadata su youtube e tradotta in italiano.

Grazie Maurino.

Sono di parte. You me & the birds è un disco che amo molto, al di là dell’ukulele. Sarà per l’ukulele, sarà per la melodica, sarà per la voce di Shelley o per tante altre cose che non mi vengono in mente, ma è un album che mi mette sempre di buon umore. L’unica cosa che mi dispiace è che non ci sono i testi, ma Shelley mi ha spiegato che purtroppo è stata una scelta economica forzata, per mantenere basso il prezzo del prodotto finale. Shelley O’Brien è stata in Italia nel maggio 2010 e in questa occasione ho realizzato una piccola intervista che ho voluto regalare a Youkulele.com. Nel video oltre ad esserci alcuni passaggi di questa intervista in lingua inglese (qui di seguito tradotti in italiano), ci sono alcuni momenti delle due serate romane di Shelley, al Fanfulla 101 e al Faenas Cafè.

MC: Allora Shelley, qual’è la tua vicenda musicale?
Shelley O’Brien: Ho iniziato a suonare il piano quando avevo tre anni. Mia sorella ha iniziato prima di me e guardandola suonare è venuta voglia di suonare anche a me. La mia formazione è quindi basata sul pianoforte classico. Ho iniziato a suonare l’ukulele quattro anni fa, mentre lavoravo su una nave da crociera.

MC: Ma come sei finita su una nave da crociera?
Shelley O’Brien: un giorno avevo deciso di suonare il jazz, perché è un genere che adoro. Ero andata in un albergo di Toronto che aveva aperto da poco, The Drake, e mi ero messa a parlare con il concierge, dicendo che ero una musicista. Lui mi disse che era il mio giorno fortunato perché il proprietario dell’albergo era nel bar e proprio in quel momento stava parlando con l’organizzatore per decidere il programma musicale. Allora mi sono presentata e dopo un mese ho iniziato a suonare jazz proprio lì. Quando mi hanno dato il lavoro sono corsa a casa, ho comprato un libro di jazz e ho iniziato a studiare… perché non sapevo suonare il jazz! Poi dopo qualche mese ho mandato la mia musica a un agente e dopo circa sei mesi ho avuto un contratto su una nave da crociera.

MC: Come si passa dal pianoforte all’ukulele?
Shelley O’Brien: Su una nave da crociera si lavora sodo. Devi lavorare sei giorni a settimane e almeno tre ore a serata. Le mie braccia erano quindi molto stanche per tutto quel suonare, però avevo il desiderio di suonare e di scrivere musica, ma dovevo scegliere un altro strumento. Inoltre sulla nave avevo una stanza davvero molto piccola, quindi uno strumento piccolo era la scelta ideale.

MC: C’è una cultura dell’ukulele molto forte in Canada?
Shelley O’Brien: La scena ukulelistica di Toronto è molto sviluppata, ogni settimana c’è un raduno, la Corkstown Ukulele Jam, davvero in costante crescita. Poco fuori da Vancouver c’è una scuola in cui ci sono corsi di ukulele e diversi artisti canadesi vengono da lì, compreso il più famoso: James Hill.

MC: E a proposito del tuo disco, You me and the birds?
Shelley O’Brien: You me and the birds è un CD uscito ormai un anno fa. Il produttore è Mackey Rogers e mi ha aiutato davvero molto a dargli il tipo di sonorità che stavo cercando. Amo molto anche la grafica. E’ stata realizzata da Ricky Blanco, un artista di Barcellona che ho incontrato proprio poco tempo fa. Si può trovare su Itunes, CDbaby e… nella mia borsa, se mi incontrate per strada lo potete acquistare!

MC: domanda scontata: com’è l’Italia?
Shelley O’Brien: Sono stata altre volte in Italia, sono stata in Toscana e in Umbria e amo molto queste regioni. Questa volta però ho visto Venezia, una città davvero magica, e Roma è incredibile, non posso nemmeno esprimere a parole l’effetto che Roma ha avuto su di me.

MC: A me piace davvero molto il tuo modo di cantare, hai avuto un’impostazione particolare?
Shelley O’Brien: Sì, ho avuto un’impostazione ma credo che la cosa che davvero ha dato alla mia voce l’impostazione che ho adesso sia stato tutto quel cantare sulle navi da crociera.

by admin

Intervista a Victoria Vox

maggio 26, 2010 in Interviste by admin

victoriaVictoria Vox è il futuro. Vederla girare con lo zainetto pieno di dischi e magliette mi ha fatto sorridere di fronte agli ultimi respiri delle major. Assolutamente impeccabile sul palco, da sola col suo ukulele in arrangiamenti che sembrerebbero banali ma vengono eseguiti alla perfezione, è un piacere assoluto e una goduria incommensurabile per gli ukulelisti “alternativi” simbolicamente rappresentati da lei sul palco centrale dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana. “Exact Change” è il suo ultimo CD, uscito sotto la sua etichetta Obus Records e lo potete trovare direttamente sul suo sito www.victoriavox.com.

Qui sotto potete ascoltare l’intervista integrale a Victoria e per chi non capisce nemmeno una virgola di inglese vi lascio la trascrizione…

YOUkulele – Victoria Vox

Jt: Allora… sono qui con Victoria Vox, da Baltimora. Piacere di conoscerti Victoria!
Victoria: Piacere mio!

Jt: Allora, hai appena finito il tuo ultimo CD dal titolo…
Victoria: Exact Change

Jt: Quali sono le sonorità? Dicci qualcosa al riguardo
Victoria: Beh è simile ai miei dischi passati, una prosecuzione di quel genere musicale con più ukulele ritmico e la partecipazione della Boulder Acoustic Society, una band di Denver con fisarmonica, piano, basso acustico ed elettrico, batteria, chitarra, banjo. E poi è stato prodotto da Mike Tarantino, il produttore di “Chameleon” il mio ultimo album.

Jt: Fico. Quanto c’hai messo a registrarlo?
Victoria: Beh questo disco è stato uno dei più veloci che abbiamo fatto… che è una gran cosa ma molto è dipeso dalla bravura dei musicisti. Ci bastavano un paio di incisioni per ogni pezzo e avevamo già abbastanza materiale con cui lavorare. Abbiamo impiegato 8 o 9 giorni in studio e il resto è stato solo editing, post produzione e un po’ di sovraincisioni qua e là.

Jt: E dicci un po’… come scrivi i tuoi pezzi?! Ti siedi lì con l’ukulele… oppure?
Victoria: Si, più o meno. Funziona meglio quando sto con l’ukulele. A volte preferisco avere uno strumento a portata di mano, altre volte no. Dipende, ogni tanto sono in macchina che canticchio un motivetto che avevo in testa, comunque di solito me ne esco con qualche frase sull’ukulele o altri tipi di idee musicali e poi inizio a costruirci sopra la melodia magari anche solo una progressione armonica. Continuo a canticchiarmela, a volte cambia forma, altre volte i “la la la” e “du du du” diventano strofe!

Jt: Bello! Progetti per il futuro? Hai qualcosa in mente?
Victoria: Lavoro sul secondo volume dei miei spartiti e poi continuo a cantare quello che mi viene in mente. Dipende da quello che scriverò nei prossimi anni comunque mi piacerebbe fare un album in francese..

Jt: Infatti ho sentito un pezzo francese nel tuo disco…
Victoria: Si ce n’è uno in ognuno, veramente in “Exact Change” ce ne sono uno e mezzo… Occasionalmente faccio concerti in francese a seconda della situazione quindi non sarebbe male registrare un intero album. E poi c’è sempre il disco delle vacanze… che corrisponde sempre al prossimo disco!

Jt: Eheee.. una cosa tipo “Buon Natale da Victoria”
Victoria: No invece molti mi hanno chiesto di farne uno live, magari un DVD…

Jt: Anche perchè sei una musicista eccezionale quando vai sul palco con l’ukulele.
Victoria: Aaaawwww grazie!

Jt: Ahaha
Victoria: Beh mi sa che allora quello potrebbe essere il prossimo!

Jt: Ok, l’ultima domanda che volevo farti: se pensi all’ukulele nei prossimi anni… qual’è la tua visione su questo strumento? Sei principalmente un’artista pop che fa musica pop quindi come la vedi? E’ difficile promuovere l’ukulele in questo settore?
Victoria: Hmmm. Beh fuori dal mondo dell’ukulele penso che sia una sfida però poi vedi che ci sono gruppi come i Train, Jason Mraz, Colbie Caillat, artisti rinomati che ogni tanto suonano questo strumento. Di solito però solo per un paio di pezzi e hanno sempre lo stesso feeling: canzoni allegrotte. Lì penso che la mia musica possa fare la differenza. Ce l’ho anch’io l’allegria però forse riesco ad andare un po’ più a fondo anche con pezzi tristi oppure un po’ più seri. Da quello che ascolto per radio, molti artisti scrivono spesso canzoni estremamente gioiose. Però c’è molto più spessore nell’ukulele rispetto a quanto si possa pensare quindi spero di poter continuare a diffondere le reali potenzialità di questo strumento. E’ il mio sogno!

Jt: Yeah!
Victoria: Hahaha! “Io ho un sogno”… e un ukulele!

Jt: Allora, grazie mille Victoria! Ti devo avvertire che sto per compr..
Victoria: Grazie!

Jt: Hey, non c’è di che. Il tuo italiano sta migliorando…
Victoria: Grazie…

Jt: Ok dicevo, sto prendere la mia copia del tuo CD fra un paio di minuti. Probabilmente anche la maglietta..
Victoria: Figata!

Jt: Si si fa trendy… Quella blu col pesce e la scritta “Exact Change” sul retro. Ok, voglio la mia copia. Dove la possono acquistare tutti gli altri?
Victoria: Beh sul sito internet www.victoriavox.com, la spedizione internazionale in realtà non costa molto e mi prendo cura di ogni ordine scrivendo una piccola nota in ognuno…

Jt: Beh è bello, così puoi autografare ogni copia!
Victoria: Si!

Jt: Ok. Grazie ancora Victoria!
Victoria: Grazie a te! Bye Bye!

by admin

Veronica rocks

maggio 24, 2010 in Interviste by admin

veronicaTutti pazzi per Veronica Sbergia. La Minnie the Moocher dei Navigli si è presentata all’Ukulele Village di Sarzana con Max “Django” De Bernardi per garantire qualità e il tocco Roots al nostro gazebo.

Fiorellone hawaiian style fra i capelli e molto rock’n'roll sono stati l’oasi di pace per i chitarristi di passaggio all’Acoustic Guitar Meeting. Ho colto la palla al balzo e ho registrato una mini intervista per le folle oceaniche che visitano queste pagine. Fortunamente La Veronica è italiana e non mi devo sbattere con la trascrizione.

YOUkulele – Veronica Sbergia

Ascolta, acquista e indaga su Veronica e i Red Wine Serenaders tramite myspace.

E se non ti dovesse bastare puppati le foto dei Red Wine Serenaders in action nella fotogallery del Village.

by admin

June Grey

maggio 19, 2010 in Musica by admin

Ok vabbè faccio uno strappetto alla regola: June Grey suona l’ukulele da un mese… questo però vi deve far riflettere sull’oceano di persone che lo suonano da un anno ma postano video identici! Cazzo! L’avevo accennato poche ore fa ma io su ‘ste cose sono un ragazzino di cinque anni quindi apriamo il capitolo ora.

L’ho sentita cantare e strimpellare ieri sera (dai hai tempo per imparare altre ritmiche… passami il termine “strimpellare”) e ho flippato. Qualcuno mi spieghi perchè Julia Nunes ha sfondato su youtube e di qua abbiamo June Grey che è ferma a quel numero di visualizzazioni. Vabbè la risposta in realtà è scontata e banale: grazie al cazzo, Julia Nunes è in America e lì è possibile costruire fenomeni con youtube. Qui anche solo per creare una meteora devi passare attraverso trafile burocratiche e discografici annoiati che tirano avanti per la pensione. Non mi dilungherò troppo sulla prima… anche perchè mi sono dato un discreto gancio per il prossimo post piuttosto parliamo della seconda: si presenta col fiorellone hawaiiano e ti sfodera il vocione potente ma semplice, senza troppi magheggi vocali che a lungo andare ci rompono le palle. Non stecca assolutamente nulla in un ambiente privo di monitor, sente e interpreta una base di ukulele come se sotto ci fossero i Queen. Oh, tanto di cappello. Da quello che ho potuto sentire abbiamo trovato la Victoria Vox italiana. Però ci deve credere mannaggia la miseria. E già so che in questo contesto sarà durissima… però si, ci deve credere, basta ho deciso.

Aggiungetela su youtube, su myspace, aggiungetela dove vi pare ma fatelo. Aprite topic sul forum, suggeritela agli amici… boh… ma accendete il lumicino della speranza. Magari qualcosa di creativo che spezza la monotonia imperante italiana può venire fuori.

www.youtube.com/user/junegrey

www.myspace.com/brightsara

www.myspace.com/junegrey (è il suo account con pezzi house. fichi eh… però ti prego accanna, ci servi troppo per portare avanti la causa dell’ukulele in italia!)

Prossimamente mega sondaggione: June Grey vs Julia Nunes.

by admin

Taimane Gardner

maggio 15, 2010 in Musica by admin

Io un po’ la amo. E’ una di quelle situazioni in cui tu stai con lei ma lei ancora non lo sa. La guardi negli occhi, le tieni la mano e ripensi ai bei momenti che avete passato insieme. Che lei probabilmente non ricorda.

Taimane l’ho notata subito perchè non eseguiva i trilletti del cazzo con l’unghia. Infilava il suo plettro al pollice e strilleggiava duro Miserlou su un marciapiede. Finita la parte che definerei “a trapano” piazzava il plettro sopra il capotasto e continuava a rockeggiare come diolamanda.

Guarda un po’ qua:

Capito, nel frattempo chiacchiera anche… Comunque non suona un ukulele a 46 corde. E’ un tenore da 8 che solitamente si usa per avere un suono più corposo nelle sezioni ritmiche, mi viene in mente la chitarra acustica da 12 corde. Ovviamente non è una regola e questo video ve la sbatte in faccia.

Taimane appartiene alla schiera di ukulelisti che suonano fissi nei locali hawaiiani, alberghi, ristoranti e se capita anche per strada con gruppetti folti di persone che si fermano a guardare. Proviamo a trasportare l’intera faccenda in Italia e piangiamo l’uno sulla spalla dell’altro.