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Jim Beloff

maggio 31, 2010 in Musica by admin

Oppure Jumpin’ Jim. Parliamoci chiaro: non è un fenomeno dell’ukulele però ha dato e sta continuando a dare tantissimo a questo mondo. E’ un po’ come lo zio un po’ grande che la Domenica pomeriggio ti rompe le palle raccontandoti le cose mentre guardi la tv… E’ tanto buono, lo vedi dall’espressione però c’è quel qualcosa che a un certo punto ti fa urlare “vade retro”.

Però un articolo su Jim va fatto. Nel 1992 ha scoperto l’ukulele in un mercatino delle pulci e da quel momento la sua vita è cambiata. E’ l’ideatore dei Flea e dei Fluke (insieme agli altri prodotti li trovate in vendita su fleamarketmusic.com) per non parlare dei suoi metodi didattici, sempre piuttosto base ma comunque validi. Io ho “The Joy of the Uke 2: Beyond the Basics” e mi sono ritrovato a studiare Blue Moon… e menomale che era OLTRE le basi! Comunque nel suddetto DVD c’era anche Lyle Ritz, famoso bassista jazz prestato all’ukulele che ci insegna un paio di pezzi… questi un po’ più tosti, lo ammetto.

Ciucciatevi un pezzo originale dello zio Jim al NY Uke Festival 2009:

ll genere di Jumpin’ Jim è da inquadrare nelle “Comedy Songs”. Poche storie. Innalza a livello musicale il mero intrattenimento e pur perdendosi in arrangiamenti a volte talmente banali da far rifiutare il full screen a youtube, è un professionista serio e devoto. Fa quello che sa fare meglio e lo fa piuttosto bene.

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Fluke Hibiscus Tenor

maggio 28, 2010 in Recensioni Ukulele by admin

I Fluke sono degli strumenti controversi. C’è chi li adora e ne decanta le qualità, il fatto che siano costruiti in America, che abbiano un design innovativo e chi li disprezza dicendo che suonano male e che sono semplicemente dei giocattoloni 2.0 ad un prezzo spropositato.

Sono stati ideati da Jim Beloff aka Jumpin’ Jim, famoso per i suoi libri didattici, e hanno preso piede nel nostro mondo per un milione di motivi differenti. La prima nota di merito va sicuramente alle meccaniche Grover, di ottima fattura montate su strumenti solitamente di fascia alta. La seconda è la leggerezza. Suoni un Tenore ma ti sembra di imbracciare un Sopranino.

Però c’è un piccolo particolare: sono di plastica. Cioè, non interamente di plastica… la tavola, il manico e il ponticello sono in legno però la tastiera, quella su cui farai scorrere per ore i tuoi polpastrelli è in plastica stampata. Da un lato potrebbe anche essere vista come cosa positiva riducendo di molto l’usura… però… è comunque plastica. Per giunta pagata a peso d’oro.

Vale la pena spendere di più per uno strumento con questa caratteristica solo perchè non è stato realizzato in Cina? Non saprei, preferisco affidarmi ad altre marche che magari assemblano i loro ukulele in Asi ma che sono comunque garanzia di qualità per la scelta dei componenti. Soprattutto paragonati ad un Fluke che per quanto possa essere 100% USA resta sempre e comunque di plastica.

E’ disponibile sul mercatinodellukulele.it.