Ricordando Bob Brozman

15 maggio 2013
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Categoria: Varie
15 maggio 2013,  0

Lì per me lì non è che mi andasse di scrivere molto. Avevo avuto il piacere di assistere ad un suo workshop a Reggio Emilia un anno fa, mi restarono i suoi insegnamenti ma non ebbi il piacere di approfondirne la conoscenza. Lì per lì non avevo troppe cose da dire ed era giusto che a parlare fossero le incisioni di Bob Brozman piuttosto che un infinito pappone didascalico.

A quasi un mese dalla sua scomparsa, ci torno sopra perché ingenuamente mi rendo che c’è tanto di quell’individuo in ciò che suono ed insegno ai miei studenti. I suoi giochetti con le mani per stimolare il senso ritmico, il quasi ossessivo insistere sul ritmo e sul coinvolgimento all’interno di un’esecuzione, sono cose che dopo quell’incontro a Reggio si fissarono prepotentemente nel mio bagaglio musicale.

Ci provo, penso di aver capito la lezione e la riadatto. La sua esperienza nel campo dell’etnomusicologia mi aveva spinto ad indagare un po’ di più sulla musica africana, sulle percussioni ed in particolare il djambè che ormai utilizzo regolarmente all’interno dei miei arrangiamenti. Ma la cosa più importante è che mentre osservavo la sua esibizione, dentro la mia testa veniva ripetuto in maniera ossessiva “…..fiiiiiiicoooooo….” perché era evidente che davanti a me avevo un uomo che non era pensabile staccare dalle sue chitarre.

Ora ne parlo. Più che tributo, è un atto dovuto. Non tanto perché il 24 Aprile ero rimasto spiazzato dalla sua scomparsa ma perché il 15 Maggio, aprendo gli occhi mi accorgo che non c’è giorno in cui non abbia a che fare con Bob Brozman. Non è più la persona con cui ti faresti una chiacchierata ma continua ad essere una splendida idea musicale che ti accompagna nel modo in cui ti è più congeniale. Può essere il tuo insegnante, il tuo musicista di riferimento, il tuo etnomusicologo di fiducia e magari l’amico con cui parlavi di politica. Te lo ricorderai sicuramente nei giorni a venire ed io eviterò di ripetere questo articolo ogni mese perché ormai è chiaro a tutti.

Ricordiamolo ad alta voce perché silenziosamente, ogni volta che suoniamo, già lo facciamo senza rendercene conto.

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