Mahilele
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Mahilele

48.70

L’ukulele entry-level Mahimahi: robusto, appagante ed… economico!

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Soprano
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Descrizione prodotto

La domanda che mi viene posta più frequentemente è “Vorrei iniziare a suonare l’ukulele e contavo di spendere poco, magari non sopra i 50 Euro”. La risposta è quasi sempre a senso unico: puoi iniziare a suonare anche un giocattolo però per quella cifra è difficile avere in cambio uno strumento che ti darà un’idea attendibile di ciò che può offrirti un “vero” ukulele. Gli entry-level si portano dietro tanti piccoli difetti di fabbrica piuttosto ovvi: dalle meccaniche un po’ imprecise al suono un po’ chiuso dovuto essenzialmente a tavole in laminato che nel tempo non si apriranno quanto quelle “solid”.

Il Mahilele è indubbiamente un esperimento interessante perché adotta delle soluzioni inusuali che vengono principalmente incontro a chi vuole iniziare a suonare e con piccoli accorgimenti riesce a tamponare gli ovvi limiti di uno strumento da 50 Euro.

https://www.youtube.com/watch?v=gVQvqgX0Okw

Un ukulele “bilanciato”

Il Mahilele presenta una cassa bombata in ABS misto fibra. Per capirci: plastica. Il risultato è l’incredibile resistenza dello strumento all’umidità e al maltrattamento più o meno involontario di chi aspira a portarselo in giro. Nella versione “base”, l’ABS viene utilizzato anche per la tastiera e per il ponte. In realtà la tastiera in plastica l’abbiamo già vista (ed esaltata) per gli ukulele Magic Fluke ed anche in questo caso, funziona a dovere. È scorrevole, piacevole al tatto, con tasto zero e grazie anche ad un ponte bilanciato, cosa piuttosto inusuale per un ukulele in questa fascia di prezzo, presenta un’intonazione certamente migliore rispetto agli altri modelli economici. Suonare un ukulele Mahilele vuol dire fare i conti con un’action, l’altezza della corda dalla tastiera, leggermente ribassata, molto più morbida, per cui chi non ha mai preso in mano un ukulele ne trarrà sicuramente vantaggio: i barrè verranno fuori molto più facilmente e più in generale, una semplice pressione sul tasto sarà sufficiente per far uscire una nota. Bambini e principianti non potrebbero chiedere di meglio.

Il suono di un ukulele che risuona su una tavola in laminato con corpo in ABS ed action ribassata (leggi meno proiezione) è particolare e merita quantomeno un paragrafo dedicato.
Pur avendo sempre detto che gli ukulele sotto i 200 Euro, tranne qualche rara eccezione, si assomigliano tutti, in questo caso no… è diverso. La leggerezza dell’action paradossalmente quasi non si nota. Viene compensata con scioltezza dalle corde Supernylgut di Aquila che insieme ad altri piccoli accorgimenti nella struttura, gli conferiscono una potenza assolutamente in linea con tutti gli altri modelli. A volerla dire tutta ci sarebbe da aggiungere che il ponte in legno dei modelli con tavola solid, ti permette di andarla a regolare per cui non me la sento neanche di dire che è un difetto. È semplicemente una scelta.

Un ukulele “custom”

Ma ormai si sa che quando vai ad acquistare il tuo primo ukulele, la prima cosa da tenere a mente è che ti dovrebbe piacere. Complice il fatto che gli entry-level sono molto simili fra loro, si punta molto sul fattore estetico. A volte si dimostra una scelta felice, altre volte meno. In questo caso, le componenti in ABS ti verranno in auto nelle tue gite fuori porta e oltre ad avere uno strumento robusto che si discosta dagli altri modelli a 50 Euro, hai anche un’ampia scelta per quanto riguarda il colore e… i componenti stessi.

Nella versione “base” del Mahilele puoi scegliere la tavola fra i seguenti colori: arancione, bianco, blu, nero, rosa, rosso, verde, fucsia e legno naturale. Inoltre puoi scegliere fra tre fantasie: yellow fun, surfer e bluebird. Ci puoi disegnare sopra e fare quello che vuoi.

Nella versione “deluxe” invece tastiera e ponte sono in legno, la tavola è in legno massiccio – acacia oppure okoume – e oltre alla colorazione naturale, sono disponibili due fantasie orientali, peach blossom e horse.

È scontato dire che se vuoi regalare un ukulele, fra i Mahilele avrai la certezza di fare un regalo “su misura”.

Un ukulele talmente comodo che non sembra neanche un ukulele

La questione della maneggevolezza merita un capitoletto a parte perché il Mahilele è quasi da considerarsi un’eccezione. Spesso mi sento dire, soprattutto da amici chitarristi abituati a ben altre dimensioni, che un ukulele è scomodo da suonare e anche più semplicemente da impugnare. Il Mahilele no. Lasciamolo fuori da questo discorso.

I piccoli accorgimenti a cui mi riferivo prima diventano autentiche perle di progettazione soprattutto nella gestione dello strumento: le fasce e la cassa bombata in ABS ti permettono di tenere lo strumento con più comodità e le meccaniche di precisione sulla paletta sono abbastanza grandi da permetterti di accordare in tutta tranquillità. Il manico è più “pesante” rispetto ai suoi diretti concorrenti per cui l’insieme di fattori non ti darà mai l’impressione di avere a che fare con una chitarrina giocattolo. Anche perché rispetto ai modelli venduti a pochi spiccioli qui hai anche più tasti a disposizione per permetterti qualche posizione rivolta. È più facile “sentire” un Mahilele rispetto a qualsiasi altro modello sotto i 100 Euro perché sembra progettato in maniera naturale, intelligente, rispondendo alle richieste di chi innanzitutto vuole “suonare” uno strumento spendendo veramente poco.

È il motivo per cui, nonostante mi reputi un inguaribile “Tenor Guy” abituato a suonare su uno strumento diametralmente opposto, molto probabilmente tornerò sul Mahilele per provare al volo qualche passaggio o magari buttarmi in qualche arrangiamento. Sarà sicuramente interessante inserirlo all’interno di qualche produzione perché l’impressione è che possa essere lo strumento perfetto per registrare jingle e parti ritmiche.

In chiusura devo spendere due parole anche per la custodia: a differenza di altri modelli al di sotto dei 50 Euro ti viene fornita una custodia imbottita in nylon con tasca esterna e doppia tracolla. Sono anche queste piccole cose che alla fine fanno la differenza ed il Mahilele ne è l’esempio più lampante.

Videorecensione di El Pancho

Videorecensione di Angelo Capozzi