Kiwaya KS-0

229.00

L’ukulele da viaggio made in Japan

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Descrizione

Gli ukulele Kiwaya sono strumenti in mogano particolari. Chi li ama diventa istantaneamente un fanboy e li difenderà fino alla morte. Chi li snobba, al contrario, guarda questi modelli con sufficienza archiviandoli come riproduzioni di un ukulele che ormai non esiste più. È molto famosa infatti la serie “Master” extra-lusso superfica che strizza l’occhio ai modelli Martin suonando quasi come gli originali.

La prima cosa da tenere a mente quando si acquista l’ukulele Kiwaya è la bontà dei componenti: meccaniche Gotoh, tastiera in noce e per quanto mi riguarda, soprattutto un ponte “compensato” che rende l’intonazione virtualmente perfetta. Il suono è decisamente squillante e tradizionale, particolarmente indicato in fase di strumming e forse un po’ meno nel caso stessi pensando di diventare il prossimo Jake Shimabukuro.

Certo che sul KS-0 c’è quel tegolino al posto della paletta che proprio non mi va giù… Ma vabbè è una questione di gusti.

Il primo incontro con il KS-0

Ero a Brisbane per il tour promozionale del M.U.F 2011 e lui era lì, sul tavolo del merchandising, fra i CD degli artisti e gli altri gadget. Bosko all’epoca promuoveva i Kiwaya in Australia così afferrai il giovine ukulele e colsi la palla al balzo per provarlo su uno dei generi che ahimè, proprio non mi vengono: il ragtime.

L’ukulele era un modello da viaggio, di quelli con la cassa più sottile che se costruiti bene neanche ti accorgi della mancanza di volume. Ed in effetti, il “secco” proiettava abbastanza bene ma dopo poche strummate mi rispose in giapponese con fermezza. Per facilità di comprensione riporterò la traduzione in italiano: “Lasciami stare. Posami. Che sul quel tavolinetto stavo una fragola”.

Bello era bello. Probabilmente era uno dei suoni più fedeli che avevo mai ascoltato su un ukulele intorno ai 200 Euro. Pur essendo “travel”, il suono non sembrava discostarsi molto dai modelli standard. Conclusi che si trattava di un primo modello di raccordo fra gli ukulele economici e quelli da professionisti. Però è inutile: se non ci metto qualche influenza moderna, sul tradizionale faccio ridere amaro.

Rimase lì, inespresso ed insoddisfatto ed io passai oltre.