Mi consigli un ukulele buono?

5 giugno 2017
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Categoria: Varie
5 giugno 2017,  1

Tengo sempre sott’occhio diverse conversazioni in cui ci si domanda quale ukulele acquistare. Qui su YOUkulele ho messo in prima pagina diversi articoli al riguardo consigliando quelli che secondo me possono essere dei modelli validi per iniziare a suonare e ribadisco gli unici fattori che dovrebbero motivare la scelta: il risparmio e il “primo impatto” .

Sotto i 100 Euro di spesa ci troviamo a che fare con modelli che inevitabilmente sono andati al risparmio in qualche componente per cui, chi più chi meno, sono a grandi linee molto simili. Sotto i 40 Euro ci sono più che altro giocattoli musicali ma nella forbice di prezzo successiva abbiamo ukulele veri e propri che purtroppo si portano dietro difetti di fabbrica, tipici di uno strumento prodotto in serie. I classici entry-level, per intenderci. Tanto vale scegliere quello che ci piace di più e che al primo impatto ci regala sensazioni positive perché è quasi esclusivamente una questione di gusti. Permettiamoci di risparmiare un po’ di zecchini per vedere se ci piace realmente questo strumento, ché eventualmente ci torneranno utili per il secondo ukulele.

Cosa acquistare dopo, quando vogliamo prenderne uno che soddisfi a pieno le nostre esigenze, è un altro discorso e con un minimo di esperienza sulle spalle e consapevolezza di cosa si sta parlando, se ci guardiamo dentro e facciamo i bravi ragazzi che non dicono mai le bugie… è praticamente impossibile dare una risposta.

Sono tutti buoni.

È assolutamente inutile fare questa domanda perché più si va su col prezzo, più i materiali migliorano e lo strumento inizia ad essere più preciso e intonato. Ti può capitare di beccarne uno uscito male dalla fabbrica ma è un caso e si può tranquillamente limitare questa cosa andando a provare lo strumento in negozio. Non ha senso passare le giornate intere a domandarsi quale sia migliore perché ripeto: rispetto ai giocattoli da 30 euro lo sono tutti.

Il problema semmai è un altro e chiunque abbia suonato uno strumento a corda lo sa benissimo: bisogna vedere come lo suoni e quello che ci vuoi fare.

Mi sono capitati alunni con dita kilometriche e altri con dita grosse, alcuni si trovavano meglio sul mio ukulele elettrico con corde in acciaio mentre altri preferivano l’action piuttosto altina del mio Kanile’a K-3. Certi alunni mi chiedevano pezzi country e gioivano ogni volta che la buttavo sulla ritmica “da mandolino”, quella che tiravo fuori sbattendo sulla tastiera, altri invece preferivano suoni più profondi e volevano studiare quasi esclusivamente i miei arrangiamenti in fingerpicking.

Partendo dal presupposto che ogni strumento di un certo livello è leggermente diverso da un altro per scelta dei componenti e legni, puoi intuire tu stesso quanto sia impossibile rispondere alla domanda…

Se vengono montate delle meccaniche comprate al Tuodì, non lo paghi 500 Euro.
Se viene usato il compensato dell’IKEA al posto del mogano, non lo paghi 500 Euro.
Se per verniciarlo viene usata la sempreverde bomboletta spray che ammazza ogni tipo di vibrazione sulla tavola e chiude il suono come quando facevi gli scherzi telefonici e ti mettevi il fazzoletto davanti alla bocca, non lo paghi 500 Euro.

Detto in altre parole, se lo paghi quella cifra un motivo c’è e con ogni probabilità sì, è buono.

Certo, possono esserci dei modelli che costano un po’ troppo rispetto a quanto hanno da offrire e in diversi casi ti ritrovi a pagare spese accessorie come marketing, spedizioni, il peso del brand, la lunghezza della catena di distribuzione e altri costi vivi ingiustificati. Inoltre, se vedo un ukulele amplificato in vendita a 400 Euro e leggendo la scheda tecnica mi accorgo che monta un pickup da 10 Euro e delle meccaniche di plastica, eviterò accuratamente di acquistarlo e con ogni probabilità ne parlerò malissimo ai miei conoscenti. Ma anche in questo caso, basta leggere la scheda tecnica per tutelarsi e scegliere in completa autonomia.

Certo che posso consigliare un modello in particolare ma se mi hai seguito nel discorso capirai che ha senso farlo con un mio alunno che ho già visto suonare. A quel punto so quali sono le caratteristiche da ricercare per farlo stare più comodo e quali legni prediligere per far uscire il suono che gli piace di più. Per rispondere a questa domanda bisogna sapere di cosa si sta parlando ed essere in grado di riconoscere le piccole differenze che ogni strumento a corda si porta dietro. Per non parlare poi delle corde che deciderai di montarci che potrebbero rimettere il suono completamente in discussione.

Il punto non è “il migliore” ma “il più adatto” che non sempre corrisponde al “più costoso”.
I Kamaka sono strumenti meravigliosi ma non mi sognerei mai di acquistarne uno e un Martin Soprano degli anni ’30 è uno strumento che lascio volentieri ai collezionisti perché finirei per non suonarlo praticamente mai. Più a grandi linee, un Soprano è perfetto per i jingle pubblicitari e per gli hipster con problemi posturali mentre un Tenor ha più dinamiche, è più profondo e può essere più efficace nelle note singole.

Tutto il resto è tifo da stadio che rende felice chi ti risponde con la sciarpetta al collo.

Personalmente, un ukulele soddisfacente è quello che va a coprire le frequenze più profonde, un’action alta e una tastiera confortevole, per cui in diverse circostanze mi sono trovato a consigliare alla cieca l’Islander per alunni non disposti ad investire mille e passa Euro in un Kanile’a. Tuttavia, non è escluso che si trovino in giro altri modelli Concert e Tenor che soddisfino le stesse esigenze.

Se proprio devi porre questa domanda e dare il via ad una puntata a tema di “Chi vuol esser miliardario?” ricordati che l’unico che può risponderti con cognizione di causa è il tuo Maestro oppure… tu stesso. Fidati di chi ti ha visto crescere sullo strumento e delle tue necessità e se ancora non le senti i casi sono due: stai cercando di imparare a suonare l’ukulele da solo attraverso l’Università di Youtube o forse vuol dire che non è ancora arrivato il momento di cambiarlo!

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