Marco Ligabue e l'ukulele di Jontom

14 aprile 2013
 2
14 aprile 2013,  2

Era più o meno un mese fa che mi riaffacciavo in Emilia, varcavo l’A1, pranzavo al Cantagallo e arrivato alla storica tappa di Reggio, sede degli Insomnia Studios, invece di girare proseguivo per Correggio ormai ribattezzata Ligacity. Ero arrivato intorno alle 15 per incidere l’ukulele sull’album d’esordio di Marco Ligabue, ex chitarrista dei Rio, fratello di Luciano, all’inizio della sua carriera da solista.

201208111619-800-croppedalessio-pibe-lini-piermario-morosiniCaffettino per aprire le danze (probabilmente il quinto della giornata), chiacchierata rilassata sull’Aloha Spirit e dopo un po’ Marco mi fa sentire “Casomai” sui divanetti del Dudemusic Studio. Il pezzo era stato scritto per ricordare il suo amico, PierMario Morosini, calciatore del Livorno deceduto l’anno prima. Stando alle sue parole e a quelle del “Pibe”, il suo manager, non si trattava della ballata commemorativa triste ma piuttosto un onesto e sincero ricordo, un pezzo tuttosommato sereno di chi guardava avanti portandosi dietro le cose belle. Era un pezzo sull’amicizia, su ciò che era stato, sul giusto valore al dolore che ti porti dietro che ti fa semplicemente incazzare… però poi diventa il sorriso nel ricordo di quei momenti vissuti insieme.

A livello ideologico mi avevano già convinto. Seriamente, il concetto di una canzone del genere proposta con l’ukulele cercando di ricreare suoni leggeri e al tempo stesso profondi mi aveva steso. Per me l’ukulele è esattamente questo: la leggerezza nel trasmettere note che possono arrivare a pesare come macigni. Non potevo non entrare in studio con un disegno assolutamente nitido di come andava suonato. A livello melodico semplicemente funzionava, già sapevo che mi sarei fatto il viaggio di ritorno canticchiando il riff iniziale e che dopo pochissimo mi avrebbe invaso inesorabilmente il cervello. Esattamente quello spazio di tempo che intercorre fra il divano e la chiusura della porta in sala d’incisione.

Portiamo l’ukulele in un lungo viaggio…

Marco Ligabue ukuleleChe bella cosa. Poter suonare sull’album d’esordio di Marco Ligabue per me è un motivo di vanto sotto tantissimi aspetti. Bisogna innanzitutto rendergli atto che invece di far incidere l’ukulele al chitarrista mostro che lo accompagna, ha scelto di affidarsi ad un ukulelista… e questa, a differenza di molti altri artisti che optano per la soluzione casalinga, è una cosa di cui dovrebbe andare orgoglioso soprattutto lui.

Nella mia parte di ukulele non trovi lo strumming di “Hey Soul Sister” ma l’hawaiian style nel suonare il riff e delle soluzioni armoniche a cui un chitarrista forse non sarebbe arrivato. Ci sono i polpastrelli nell’interludio e gli accenti nel bridge… C’è veramente un mare di roba funzionale all’idea: facciamo suonare un ukulele e non una chitarra in miniatura.

Per me non si è trattato della solita “marchetta” e dal momento in cui ho beccato il video su Youtube ho iniziato a farlo girare fra i miei amici perché oh… mi piace un botto! Mi piaceva subito dopo averlo ascoltato la prima volta e mi piace ancora di più mentre ascolto il risultato finale. E lo so che a volte sono fin troppo naif… ma c’è una sincera gioia nel condividere il video fra i miei contatti, come quando posti sulla bacheca di qualcuno un video figo trovato su Youtube!

Il mix del brano è impeccabile ma questo era anche prevedibile dal momento che la mastermind dell’intero progetto è Corrado Rustici, il mix è di Stefano Ricco’ e lo studio è il Dudemusic che ha visto nascere fra gli altri, i dischi di Luciano Ligabue e Francesco De Gregori.

Chiudo l’articolo/diario di viaggio con il primo di singolo di Marco “Ogni piccola pazzia”, in rotazione su tutte le radio, che precede l’uscita dell’album prevista per la fine di Maggio.

Marco Ligabue

Sito ufficiale
Informativa abbastanza ridicola che per legge va messa su ogni sito internet EU. Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.