La dura realtà di un commesso di un negozio di musica alle prese con l'ukulele

25 giugno 2013
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Categoria: Varie
25 giugno 2013,  1

Premessa: i commessi dei negozi di musica hanno tutta la mia stima e anche un briciolo, una sciocchezza, un mozzico di invidia. Stare tutto il giorno a contatto fra ampli e pedali secondo me è una ficata vera. Se poi ci aggiungi tutti gli strumenti che gli capitano sotto mano e quelli più fortunati con stanze insonorizzate in cui puoi provare il mondo intero, penso che siano fra le categorie più sculate sulla faccia della Terra.

Chiaro che c’è dell’altro dietro ma oh, nella mia mente di bimbo sperduto ci sono loro che giocano come gli Oompa Loompa nel paese dei Marshall fra caramelle a forma di plettro e lacci di liquirizia da collegare al valvolare.

Però ragazzi miei, ogni volta che dovete vendere o anche solo parlare di ukulele è un pianto. E lo capisco eh, sia chiaro. Ci sta. Mica puoi pretendere di beccare l’ukulelista che conosce la differenza fra un Kanile’a e un Eko e non puoi nemmeno aspettarti personale specializzato in tempi del genere in cui quello che già hai viene ridotto a destra a sinistra.

Ciò che viene fuori in un negozio di musica nell’istante in cui viene evocata la parola ukulele, ha delle tinte tragicomiche. Da una parte i titolari non si risparmiano nel raccontarti entusiasti l’andamento delle vendite – ad oggi continua ad essere uno degli strumenti più venduti – ma dall’altra, i poveri sottoposti di turno improvvisano teorie e raffronti con presunti altri modelli che ancora riecheggiano sulla tratta Sydney – Honolulu facendo schiantare l’Oceanic 815.

Ogni volta che un commesso parla di ukulele, un ukulelista nel mondo muore

– No ma guarda che questo è buono… 40 Euro poi… meglio di così ci spostiamo sulla chitarra.
– Sì… per quanto riguarda le corde guarda puoi prendere queste della xxxxxxxxxxxxx… tanto siamo sempre lì.
– Ok… ukulele… accordatore…. vuoi anche la custodia? Ok… plettro, ti serve?
– Beh i Tenson in effetti sono strumenti validi.
– Ma scherzi, questi qua della Eko sono i più venduti… Segno che è roba buona, no?
– No, non conosco… Kama.. come hai detto? Kamaka? No, ‘spetta che chiedo… (silenzio – buio – applausi).

Aiutiamoli. Con tanta ironia, sia chiaro. Facciamo qualcosa per loro e condividiamo quei 5 minuti in cui siamo entrati in negozio con le idee sì confuse ma non così tanto e ci siamo sentiti rispondere che quel Lanikai da 75 Euro era uno strumento professionale.

Raccontaci la tua esperienza sul forum. Partecipa anche tu alla nostra campagna di sensibilizzazione, salviamo i commessi dalle silenziose figure di merda che collezionano quotidianamente.

  • ilfulmunauta

    io: ehi posso provare quell’ukulele in vetrina?
    commesso: ah si certo, è un bellissimo blablablabla massello qualiquoqua..
    [lo prende, lo imbraccia, fa una tipica strummata scordatissima…fa finta di niente e cerca di accordarlo. dopo 3 imbarazzanti minuti…]
    commesso: em..scusa come è l’accordatura di sto coso?

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