La Sindrome dell'Ukulele Volante - Come impugnare l'ukulele e non farlo scivolare mai più!

21 maggio 2015
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Categoria: Varie
21 maggio 2015,  0

Purtroppo i nostri giorni sono testimoni di innumerevoli casi di Sindrome dell’Ukulele Volante.
Affligge prevalentemente ukulelisti autodidatti che durante le proprie esecuzioni sono soliti mettere in conto un paio di fermate per andare a raccogliere lo strumento.
Possiamo sorridere: esiste una cura e no, non sto parlando della… tracollaaaahahahahahahah.

La tracolla sull’ukulele è un po’ come il Buscopan dopo che ti sei mangiato due kili di lenticchie. Ti fa stare meglio ma sarebbe meglio eliminare il problema alla radice. Che poi a me manco me piacciono le lenticchie. 

Jontom

Ci sarà sempre un’Università della California a fare ricerche e finalmente anche noi oggi, abbiamo ricevuto la risposta al nostro dramma. Possiamo scrivere la parola FINE.

Premessa

Parto subito da un presupposto molto semplice: se vuoi stare più comodo, se vuoi permetterti di staccare la mani dallo strumento, se non ti vuoi sbattere più di tanto nel trovare la giusta impostazione, salta a piè pari questo articolo e corri a comprartela. In questo caso la tracolla ti salverà la vita in milioni di occasioni ed eviterà che il tuo ukulele scivoli via mentre stai suonando. Se al contrario vuoi imparare ad impugnarlo come si deve mentre suoni in piedi, se ci tieni a capire quali sono le motivazione reali dietro al tuo ukulele che vola via ogni volta che provi a suonarlo, se ti ritieni assetato di verità, se pensi che tutto sommato sia giusto supportare gli Aborigeni australiani nella riconquista delle proprie terre, allora vai avanti.

Warning!

Come impugnare un ukuleleIl falso mito che circola in rete, afferma che per suonare un ukulele in piedi sia necessario bloccarlo con il braccio destro. In parte è così ed in effetti come puoi notare dalla figura, l’avambraccio tiene in posizione lo strumento. Però, più che sorreggerlo o bloccarlo in maniera definitiva, direi che evita di farlo volare via diventando corresponsabile al… uhmmmm… 40% dell’intera faccenda.

Ci si appoggia ma la pressione con cui lo spinge verso lo stomaco in realtà è variabile. È evidente che tenerlo stretto ne aumenta la stabilità ma ad esempio, può capitare che la posizione del gomito cambi durante uno strumming o che si stacchi completamente durante un roll inverso in cui è praticamente obbligatorio cambiare non soltanto l’angolatura della mano ma dell’intero braccio. Ciò che invece salta all’occhio, è una considerazione piuttosto ovvia e banale: rimuovendo completamente la mano sinistra, l’ukulele rischia di cadere. È chiaro: possiamo stendere due strati di Vinavil e incollarcelo al braccio destro ma prepariamoci a dire addio al roll inverso e ad altre soluzioni che minerebbero inevitabilmente la nostra espressività.

È la soluzione più ovvia a chi è andato avanti da autodidatta e in realtà non è neanche sbagliata: lo “chiudi” con il braccio destro e… pace. Però ti basta osservare con un occhio più analitico i tuoi movimenti per arrivare da solo alla conclusione più logica: l’ukulele non lo stai reggendo con il braccio destro ma con la mano sinistra.

Impugnatura ritmica ed impugnatura classica

Impugnatura classicaSulla chitarra – e conseguentemente anche sull’ukulele – si assumono diverse impostazioni a seconda dei casi. Detto in maniera molto sbrigativa, nel caso di un brano in fingerpicking in cui viene richiesta una maggiore mobilità delle dita, si è soliti aumentare il raggio d’azione con un’impugnatura classica, spingendo con il pollice dietro il manico. Il palmo della mano è staccato, il polso scende un po’ di più ed il risultato è una mano “più alta” sulla tastiera.

Impugnatura ritmicaAl contrario, durante uno strumming in cui le dita vengono più che altro bloccate sulle posizioni di un accordo, si ricorre ad un’impugnatura ritmica con il palmo della mano appoggiato al manico. Nota inoltre il pollice che fa capoccetta lì dietro… “Hey pollice! Ciao, come andiamo!”.
In quest’ultimo caso, non si avverte tanto la necessità di muoversi quanto piuttosto di restare comodi nelle posizioni che, trattandosi di accordi, il più delle volte non presentano grosse distanze fra i tasti. Anche per questo, non è necessario alzare il baricentro della mano per raggiungere chissà quali intervalli attraverso un’impostazione classica.

Facci caso… Ogni volta che dovrai raggiungere un tasto più lontano all’interno di un accordo, il palmo della mano sinistra tenderà a staccarsi e il polso scenderà più in basso per darti quei centimetri in più che con un’impostazione ritmica non sono necessari.

Fai una prova

Prendi il tuo ukulele e prova a reggerlo in orizzontale, solo con la mano sinistra. Si può fare, no?
Come puoi notare, stai assumendo un’impostazione ritmica: il palmo è appoggiato al manico e le dita sono raccolte sopra le corde.
La cruda realtà è che senza il palmo che agisce da “ponticello” il tuo ukulele scivolerebbe via.

in piedi

Ora inizia a suonare qualche passaggio e vediamo come comportarci. Spesso potrai permetterti di tenere il palmo a contatto con il manico ma altre volte ti potrà succedere di staccarlo senza necessariamente cambiare impostazione. È il caso ad esempio di un accordo di Sol maggiore che per essere suonato con più comodità, viene preso con il dorso della mano leggermente rivolto verso l’alto (in questo modo le dita non si dispongono più una dietro l’altra ma diventano quasi parallele).
appendi-ukulele-CIn questi casi, puoi comunque continuare a tenere il tuo ukulele fra l’indice ed il pollice, con quella “C” che paragonerei al più classico appendi-ukulele a muro.

Ci sono poi casi ancora più particolari in cui l’ukulele viene retto ogni tanto dal “ponticello”, altre volte dalla “C” oppure… dal braccio destro (…d’altronde conta anche lui). È quello l’unico momento in cui entra realmente in gioco aumentando la pressione con cui lo spingi verso il corpo. Anche in questo consiste la bravura dell’esecutore, nel saper cambiare l’impostazione senza neanche accorgersene. In questo video di Jake Shimabukuro che esegue un arrangiamento prevalentemente ritmico, puoi farti un’idea precisa di ciò che succede dietro le quinte. Occhio perché non è il pesantissimo Soprano, difficilissimo da maneggiare ma… un Tenor.

https://www.youtube.com/watch?v=Y7m1EhpZ8cE

Quando la tracolla diventa un piacevole optional

Vienimi a dire che la tracolla è necessaria per suonare Stand By Me in spiaggia e mi piscio sotto dalle risate. Perdonami l’immagine cruda ma credo sia assolutamente necessario farti capire che non stai suonando un basso elettrico dal peso di 473.820.854 kili. È un ukulele. Spesso è un Soprano che pesa quanto l’accordatore. (Sull’accordatore cromatico DRAMMA DEI NOSTRI TEMPI prima o poi ci tiro giù un articolo… promesso.)

Diventa necessaria solo in un caso: quando vuoi suonare fingerpicking in piedi. Oppure se sei solito fare slide dal secondo al decimo tasto come se non ci fosse un domani.
A quel punto non hai più il palmo che ti sorregge l’ukulele e nemmeno la “C”. Allenti la presa e magari finisci per avere solo le dita sui tasti ed il pollice dietro il manico. Viene a mancare il ponticello e quindi l’ukulele scivola via. Non è un caso che in effetti, osservando altri video di Jake, abbia iniziato la sua apparizione proprio in quei momenti. Per uno strumming in cui la mano è comoda e impugna l’ukulele con fermezza, francamente non è necessario. Neanche per questioni di peso.

Dottò ma quindi che ce devo fà co sta tracolla? La devo buttà?

No. Perché come dicevo prima magari vuoi semplicemente stare più comodo e permetterti il lusso di staccare le mani dallo strumento. E come tu ben sai, di fronte alla comodità e ad atteggiamenti più rock, non negherò mai la mia benedizione.

PS: L’ukulele nelle foto è un Mahilele. Trovi a questo indirizzo la recensione!

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