È meglio insegnare il giro di Do o il giro di Sol sull'ukulele?

10 dicembre 2014
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Categoria: Varie
10 dicembre 2014,  0

L’ukulele si fa conoscere soprattutto per via della sua semplicità nel suonare gli accordi. Chi inizia a strimpellare si aspetta di essere in grado di padroneggiare un paio di accordi nel giro di poco tempo per cui riuscire a suonare un giro di Do con un paio di dita può essere cosa buona e giusta per “fidelizzare” il neonato musicista e indirizzarlo con vigore verso la nobile arte.

Ciò che succede dopo però è ambiguo: c’è chi si sente subito appagato, c’è chi crede che suonare un paio di posizioni base voglia dire “saper suonare” e chi più in generale, scegliendo la via relativamente semplice del giro di Do si sconvolge di fronte ad un passaggio fra Sol e Mi minore che corre il rischio di diventare l’ennesimo problema che ti allontanerà da un altro strumento musicale. Tralasciando per un attimo il discorso legato al tempo, a cui ho già avuto modo di parlare in maniera esaustiva qui dentro, concentriamoci solo sugli accordi…

Cosa sarebbe meglio fare?

Cominciamo con i pesi massimi o con i pesetti da 1 kilo?

La risposta sarebbe fin troppo semplice e scontata: acquisire sicurezza per permettersi in un secondo momento di cambiare posizioni con più facilità.
Però in realtà non è neanche così scontato…

Mimi AyuaraTi ricordi Mimi Ayuara che si allenava con le catene? Il concetto era che una volta rimosse, le sembrava di giocare sul velluto.

Passare da un Sol maggiore ad un Mi minore riposizionando tutte le dita, non è semplice. È chiaro che chi ha un minimo di dimestichezza potrebbe trovare l’argomento facilmente superabile ma chi è all’oscuro di qualsiasi pratica musicale, il più delle volte bestemmia silenziosamente mentre cerca di cambiare accordo.

In un giro di Sol composto da Sol, Mi minore, La minore, Re 7 hai l’ultimo passaggio fra La minore e Re 7 facilmente controllabile aggiungendo un dito. Dopo aver suonato il Mi minore in fondo si tratta solo di ricordarsi quel dito sul secondo tasto della quarta corda per suonare il La minore. Ricapitolando, c’è soltanto il primo passaggio che può crearti problemi mentre gli altri potrebbero darti subito quella soddisfazione necessaria per proseguire sulla tua strada.

Forse vale la pena sforzarsi quei cinque minuti in più per affrontare (e superare) da subito il primo problema. In questo modo si verificherà l’approccio sullo strumento e, indossando per un attimo il cappello del Maestro, si potrà capire se l’alunno si incaponisce nel ripetere lo schema senza realmente prestare attenzione a cosa sta facendo.
Superato questo scoglio – vabbè, scoglio… scoglietto, dai – si va in discesa con quella briciola di consapevolezza in più, rendendosi conto che si può fare e non soltanto “‘mmazza che cazzata! il giro di Do è facile! apposto… so suonare!”.

PS: Nell’immagine qui sopra, le note sotto gli accordi sono quelle che suoni dalla corda n.1 (quella inferiore) sulla prima riga fino alla corda n.4 (quella superiore vicino al mento) sull’ultima riga

PS2: Per quanto riguarda l’accordo di Mi minore, ti propongo la versione che insegno sempre ai principianti: un dito in meno con la triade minore (Mi, Sol, Si) intatta.

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