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by Jontom

Shelley O’Brien in Rome

June 9, 2010 in Interviews by Jontom

Un po’ di tempo fa Shelley O’Brien, cantante/ukulelista/pianista è venuta a Roma. Io purtroppo ero impegnatissimo, nemmeno mi ricordo bene cosa dovevo fare quindi me la sono persa. Però YOUkulele ha gente ficcante sempre sulla notizia quindi qui di seguito vi propongo l’intervista fatta da Mauro Corso, uploadata su youtube e tradotta in italiano.

Grazie Maurino.

Sono di parte. You me & the birds è un disco che amo molto, al di là dell’ukulele. Sarà per l’ukulele, sarà per la melodica, sarà per la voce di Shelley o per tante altre cose che non mi vengono in mente, ma è un album che mi mette sempre di buon umore. L’unica cosa che mi dispiace è che non ci sono i testi, ma Shelley mi ha spiegato che purtroppo è stata una scelta economica forzata, per mantenere basso il prezzo del prodotto finale. Shelley O’Brien è stata in Italia nel maggio 2010 e in questa occasione ho realizzato una piccola intervista che ho voluto regalare a Youkulele.com. Nel video oltre ad esserci alcuni passaggi di questa intervista in lingua inglese (qui di seguito tradotti in italiano), ci sono alcuni momenti delle due serate romane di Shelley, al Fanfulla 101 e al Faenas Cafè.

MC: Allora Shelley, qual’è la tua vicenda musicale?
Shelley O’Brien: Ho iniziato a suonare il piano quando avevo tre anni. Mia sorella ha iniziato prima di me e guardandola suonare è venuta voglia di suonare anche a me. La mia formazione è quindi basata sul pianoforte classico. Ho iniziato a suonare l’ukulele quattro anni fa, mentre lavoravo su una nave da crociera.

MC: Ma come sei finita su una nave da crociera?
Shelley O’Brien: un giorno avevo deciso di suonare il jazz, perché è un genere che adoro. Ero andata in un albergo di Toronto che aveva aperto da poco, The Drake, e mi ero messa a parlare con il concierge, dicendo che ero una musicista. Lui mi disse che era il mio giorno fortunato perché il proprietario dell’albergo era nel bar e proprio in quel momento stava parlando con l’organizzatore per decidere il programma musicale. Allora mi sono presentata e dopo un mese ho iniziato a suonare jazz proprio lì. Quando mi hanno dato il lavoro sono corsa a casa, ho comprato un libro di jazz e ho iniziato a studiare… perché non sapevo suonare il jazz! Poi dopo qualche mese ho mandato la mia musica a un agente e dopo circa sei mesi ho avuto un contratto su una nave da crociera.

MC: Come si passa dal pianoforte all’ukulele?
Shelley O’Brien: Su una nave da crociera si lavora sodo. Devi lavorare sei giorni a settimane e almeno tre ore a serata. Le mie braccia erano quindi molto stanche per tutto quel suonare, però avevo il desiderio di suonare e di scrivere musica, ma dovevo scegliere un altro strumento. Inoltre sulla nave avevo una stanza davvero molto piccola, quindi uno strumento piccolo era la scelta ideale.

MC: C’è una cultura dell’ukulele molto forte in Canada?
Shelley O’Brien: La scena ukulelistica di Toronto è molto sviluppata, ogni settimana c’è un raduno, la Corkstown Ukulele Jam, davvero in costante crescita. Poco fuori da Vancouver c’è una scuola in cui ci sono corsi di ukulele e diversi artisti canadesi vengono da lì, compreso il più famoso: James Hill.

MC: E a proposito del tuo disco, You me and the birds?
Shelley O’Brien: You me and the birds è un CD uscito ormai un anno fa. Il produttore è Mackey Rogers e mi ha aiutato davvero molto a dargli il tipo di sonorità che stavo cercando. Amo molto anche la grafica. E’ stata realizzata da Ricky Blanco, un artista di Barcellona che ho incontrato proprio poco tempo fa. Si può trovare su Itunes, CDbaby e… nella mia borsa, se mi incontrate per strada lo potete acquistare!

MC: domanda scontata: com’è l’Italia?
Shelley O’Brien: Sono stata altre volte in Italia, sono stata in Toscana e in Umbria e amo molto queste regioni. Questa volta però ho visto Venezia, una città davvero magica, e Roma è incredibile, non posso nemmeno esprimere a parole l’effetto che Roma ha avuto su di me.

MC: A me piace davvero molto il tuo modo di cantare, hai avuto un’impostazione particolare?
Shelley O’Brien: Sì, ho avuto un’impostazione ma credo che la cosa che davvero ha dato alla mia voce l’impostazione che ho adesso sia stato tutto quel cantare sulle navi da crociera.

by admin

Uke Against Racism: intervista a Adriano Bono

May 30, 2010 in Interviews by admin

Copiare e incollare la biografia di Adriano dal suo myspace sarebbe lunghissimo… Riepilogo i fatti salienti: dal 1993 fino al Settembre 2009 è tra i fondatori, cantante e principale autore di Radici Nel Cemento; nel 1997 è tra i fondatori de La Tribù Acustica, nell’autunno del 2008 vara un progettino chiamato Adriano Bono & La Minima Orchestra; dal 2009 è l’ideatore e direttore di uno spettacolo itinerante chiamato REGGAE CIRCUS, che sta già strabiliando il mondo con il suo mix di musica e atmosfera circense e di un raduno ukulelistico con cadenza mensile chiamato BIG UKULELE NIGHT. Con il marchio DUBMATIC SOUND MACHINE propone un set basato su loop registrati dal vivo per creare basi ritmiche sulle quali cantare ed improvvisare sempre rigorosamente dal vivo: una one-man-band a sostegno del progetto UKE AGAINST RACISM. Sempre disponibilissimo alla chiacchiera e a chiudere in scioltezza le Ukulele Night. imbracciando il suo Eleuke, questa volta l’ho braccato fuori dal Beba Do Samba in occasione dell’ultima BUN e gli ho rivolto un po’ di domande…

Intervista a Adriano

Altre informazioni su Adriano le potete trovare qui: www.adrianobono.it

by admin

Intervista a Victoria Vox

May 26, 2010 in Interviews by admin

victoriaVictoria Vox è il futuro. Vederla girare con lo zainetto pieno di dischi e magliette mi ha fatto sorridere di fronte agli ultimi respiri delle major. Assolutamente impeccabile sul palco, da sola col suo ukulele in arrangiamenti che sembrerebbero banali ma vengono eseguiti alla perfezione, è un piacere assoluto e una goduria incommensurabile per gli ukulelisti “alternativi” simbolicamente rappresentati da lei sul palco centrale dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana. “Exact Change” è il suo ultimo CD, uscito sotto la sua etichetta Obus Records e lo potete trovare direttamente sul suo sito www.victoriavox.com.

Qui sotto potete ascoltare l’intervista integrale a Victoria e per chi non capisce nemmeno una virgola di inglese vi lascio la trascrizione…

YOUkulele – Victoria Vox

Jt: Allora… sono qui con Victoria Vox, da Baltimora. Piacere di conoscerti Victoria!
Victoria: Piacere mio!

Jt: Allora, hai appena finito il tuo ultimo CD dal titolo…
Victoria: Exact Change

Jt: Quali sono le sonorità? Dicci qualcosa al riguardo
Victoria: Beh è simile ai miei dischi passati, una prosecuzione di quel genere musicale con più ukulele ritmico e la partecipazione della Boulder Acoustic Society, una band di Denver con fisarmonica, piano, basso acustico ed elettrico, batteria, chitarra, banjo. E poi è stato prodotto da Mike Tarantino, il produttore di “Chameleon” il mio ultimo album.

Jt: Fico. Quanto c’hai messo a registrarlo?
Victoria: Beh questo disco è stato uno dei più veloci che abbiamo fatto… che è una gran cosa ma molto è dipeso dalla bravura dei musicisti. Ci bastavano un paio di incisioni per ogni pezzo e avevamo già abbastanza materiale con cui lavorare. Abbiamo impiegato 8 o 9 giorni in studio e il resto è stato solo editing, post produzione e un po’ di sovraincisioni qua e là.

Jt: E dicci un po’… come scrivi i tuoi pezzi?! Ti siedi lì con l’ukulele… oppure?
Victoria: Si, più o meno. Funziona meglio quando sto con l’ukulele. A volte preferisco avere uno strumento a portata di mano, altre volte no. Dipende, ogni tanto sono in macchina che canticchio un motivetto che avevo in testa, comunque di solito me ne esco con qualche frase sull’ukulele o altri tipi di idee musicali e poi inizio a costruirci sopra la melodia magari anche solo una progressione armonica. Continuo a canticchiarmela, a volte cambia forma, altre volte i “la la la” e “du du du” diventano strofe!

Jt: Bello! Progetti per il futuro? Hai qualcosa in mente?
Victoria: Lavoro sul secondo volume dei miei spartiti e poi continuo a cantare quello che mi viene in mente. Dipende da quello che scriverò nei prossimi anni comunque mi piacerebbe fare un album in francese..

Jt: Infatti ho sentito un pezzo francese nel tuo disco…
Victoria: Si ce n’è uno in ognuno, veramente in “Exact Change” ce ne sono uno e mezzo… Occasionalmente faccio concerti in francese a seconda della situazione quindi non sarebbe male registrare un intero album. E poi c’è sempre il disco delle vacanze… che corrisponde sempre al prossimo disco!

Jt: Eheee.. una cosa tipo “Buon Natale da Victoria”
Victoria: No invece molti mi hanno chiesto di farne uno live, magari un DVD…

Jt: Anche perchè sei una musicista eccezionale quando vai sul palco con l’ukulele.
Victoria: Aaaawwww grazie!

Jt: Ahaha
Victoria: Beh mi sa che allora quello potrebbe essere il prossimo!

Jt: Ok, l’ultima domanda che volevo farti: se pensi all’ukulele nei prossimi anni… qual’è la tua visione su questo strumento? Sei principalmente un’artista pop che fa musica pop quindi come la vedi? E’ difficile promuovere l’ukulele in questo settore?
Victoria: Hmmm. Beh fuori dal mondo dell’ukulele penso che sia una sfida però poi vedi che ci sono gruppi come i Train, Jason Mraz, Colbie Caillat, artisti rinomati che ogni tanto suonano questo strumento. Di solito però solo per un paio di pezzi e hanno sempre lo stesso feeling: canzoni allegrotte. Lì penso che la mia musica possa fare la differenza. Ce l’ho anch’io l’allegria però forse riesco ad andare un po’ più a fondo anche con pezzi tristi oppure un po’ più seri. Da quello che ascolto per radio, molti artisti scrivono spesso canzoni estremamente gioiose. Però c’è molto più spessore nell’ukulele rispetto a quanto si possa pensare quindi spero di poter continuare a diffondere le reali potenzialità di questo strumento. E’ il mio sogno!

Jt: Yeah!
Victoria: Hahaha! “Io ho un sogno”… e un ukulele!

Jt: Allora, grazie mille Victoria! Ti devo avvertire che sto per compr..
Victoria: Grazie!

Jt: Hey, non c’è di che. Il tuo italiano sta migliorando…
Victoria: Grazie…

Jt: Ok dicevo, sto prendere la mia copia del tuo CD fra un paio di minuti. Probabilmente anche la maglietta..
Victoria: Figata!

Jt: Si si fa trendy… Quella blu col pesce e la scritta “Exact Change” sul retro. Ok, voglio la mia copia. Dove la possono acquistare tutti gli altri?
Victoria: Beh sul sito internet www.victoriavox.com, la spedizione internazionale in realtà non costa molto e mi prendo cura di ogni ordine scrivendo una piccola nota in ognuno…

Jt: Beh è bello, così puoi autografare ogni copia!
Victoria: Si!

Jt: Ok. Grazie ancora Victoria!
Victoria: Grazie a te! Bye Bye!

by admin

Veronica rocks

May 24, 2010 in Interviews by admin

veronicaTutti pazzi per Veronica Sbergia. La Minnie the Moocher dei Navigli si è presentata all’Ukulele Village di Sarzana con Max “Django” De Bernardi per garantire qualità e il tocco Roots al nostro gazebo.

Fiorellone hawaiian style fra i capelli e molto rock’n'roll sono stati l’oasi di pace per i chitarristi di passaggio all’Acoustic Guitar Meeting. Ho colto la palla al balzo e ho registrato una mini intervista per le folle oceaniche che visitano queste pagine. Fortunamente La Veronica è italiana e non mi devo sbattere con la trascrizione.

YOUkulele – Veronica Sbergia

Ascolta, acquista e indaga su Veronica e i Red Wine Serenaders tramite myspace.

E se non ti dovesse bastare puppati le foto dei Red Wine Serenaders in action nella fotogallery del Village.