The 3D Printed Ukulele

9 dicembre 2013
 3
Categoria: Musica
9 dicembre 2013,  3

Alessandro Ranellucci e Jontom sono due inguaribili nerds.
È naturale che quando ricevetti la sua chiamata per provare l’ukulele 3D mi fiondai al suo studio.

Si tratta di un prototipo in plastica realizzato su un concept di 3DGuy scaricabile a questo indirizzo. È in plastica ed il tempo di stampa complessivo è inferiore alle 20 ore.

Considerazioni sullo strumento

A parte i primi minuti in preda al terrore vero di spaccare qualcosa mentre andavo giù pesante con lo strumming, direi che l’ukulele in questione regge abbastanza bene. Per essere un prototipo già suona in maniera dignitosa e l’idea di poter migliorare un progetto del genere è sicuramente affascinante e potenzialmente rivoluzionaria. Anche le meccaniche sono in plastica dal momento che Alessandro voleva evitare l’impiego di materiali di supporto e questo, se da un lato rende più interessante lo strumento in sé, dall’altro ne penalizza inevitabilmente l’accordatura.

Dall’altra parte invece arriva la cosa che non ti aspetti: l’intonazione quasi perfetta che lo piazza automaticamente una spanna sopra alla marea di strumenti giocattolo acquistabili in giro sui 30 Euro.

L’action è un po’ alta ma come mi stava giustamente facendo notare Alessandro, sei liberissimo di modificare il progetto a seconda delle esigenze. La prima conseguenza di un settaggio simile è un chunk roboante che rende lo strumento perfetto per qualsiasi tipologia di accompagnamento ritmico, il rovescio della medaglia sono gli arpeggi che a volte risultano un po’ ostici.

Il suono invece è degno dei migliori Maccaferri. La proiezione è ottima e lo strumento suona forte e chiaro! Davvero una sorpresa, considerando che è un’idea assolutamente nuova e pertanto fattibile di miglioramento.

Considerazioni sul progetto

Il fatto di applicare il mondo dell’open source su uno strumento musicale può essere un passaggio fondamentale per facilitare tante cose che altrimenti avrebbero difficoltà a prendere piede e svilupparsi. Più che altro mi viene da pensare alla progressiva informatizzazione delle scuole primarie che con una stampante 3D (e un bel po’ di tempo a disposizione) potrebbero stampare gli strumenti per gli alunni ad un costo decisamente irrisorio.

Alessandro ha speso poco meno di 20 Euro e credo che con un acquisto dei materiali all’ingrosso, la spesa possa essere ridotta ulteriormente.

A vedere l’intera faccenda in termini più ampi e forzatamente commerciali, gli scenari sono molteplici. Non conta tanto la vendita della singola unità quanto il sistema di condivisione che c’è dietro che oltre a far crescere le conoscenze sulla realizzazione di uno strumento musicale, potrebbe inevitabilmente generare lavoro in altri settori, dai servizi di stampa alla richiesta sempre più alta di insegnanti di ukulele.

E non posso fare a meno di riflettere alla facilità con un liutatio potrebbe sperimentare soluzioni nuove da poter eventualmente trasportare su un modello in legno.

Considerazioni su Alessandro

È stato un piacere. Subodoravo che potessi essere un nerd ma sapere che lo sei di Livello 9 è che sei dietro la nascita della stampante 3D mi riempie di gioia.
Daje!

Informativa abbastanza ridicola che per legge va messa su ogni sito internet EU. Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.